Risarcimento danno non patrimoniale per demansionamento

di Stefania Russo Commenta

L'art. 2103 del codice civile stabilisce l'illegittimità del demansionamento affermando che il lavoratore non può essere adibito a mansioni..

L’art. 2103 del codice civile stabilisce l’illegittimità del demansionamento affermando che il lavoratore non può essere adibito a mansioni di livello inferiore rispetto a quelle per le quali è stato assunto.

Nel caso in cui il datore di lavoro agisca in violazione di tale norma, dunque, il lavoratore è legittimato ad intraprendere un’azione legale finalizzata ad ottenere un risarcimento del danno subito. Tale risarcimento, tuttavia, come stabilito dalla sentenza n. 19413 emessa dalla Corte di Cassazione in data 23 settembre 2011, può essere non solo di natura patrimoniale ma anche di natura non patrimoniale.


Nella sentenza in esame la Suprema Corte ha infatti riconosciuto il diritto ad ottenere un risarcimento sia di natura patrimoniale che di natura non patrimoniale a favore di un dipendente ultracinquantenne impiegato preso un istituto bancario. In questo caso, in particolare, la Corte di Cassazione ha accolto la richiesta del dipendente non solo per il danno di natura patrimoniale derivante dal mancato riconoscimento della categoria quadri ma anche per il danno non patrimoniale derivante dall’umiliazione connessa al prolungato demansionamento.

RISARCIMENTO DEMANSIONAMENTO O DEQUALIFICAZIONE

La decisione è stata presa dopo un adeguato accertamento dell’assenza di adeguate iniziative di aggiornamento del dipendente in quanto considerate inutili poiché lo stesso era prossimo alla pensione, nonchè del lungo periodo pari a circa dieci anni durante i quali si è verificato il demansionamento.

Oltre a chiedere il risarcimento danni, il lavoratore adibito a mansioni inferiori è legittimato a presentare lettera di dimissioni per giusta causa.

In tema di illegittimità del demansionamento è bene ricordare che esistono dei casi specifici in cui il demansionamento è possibile, uno è quello della legittimità del patto di demansionamento tra il datore di lavoro e la lavoratrice madre qualora l’assegnazione di mansioni inferiori sia l’unica alternativa possibile per evitare il licenziamento.

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