Riposo settimanale normativa e deroga

di Stefania Russo Commenta

La normativa prevede che ciascun lavoratore ha diritto ogni sette giorni ad un periodo di riposo di almeno 24 ore...

La normativa prevede che ciascun lavoratore ha diritto ogni sette giorni ad un periodo di riposo di almeno 24 ore, normalmente coincidente con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero. Tale diritto è garantito dall’art.36 della Costituzione, che ne prevede l’irrinunciabilità.

La disciplina che prevede un giorno di risposo settimanale ogni sette giorni può essere derogata in relazione alla periodicità e alla coincidenza con la domenica.


Questo può avvenire in alcuni specifici casi, ovvero: attività di lavoro a turni, qualora tra la fine di un turno e l’inizio di quello successivo il lavoratore non possa usufruire del riposo; attività di lavoro caratterizzata da periodi frazionati nell’arco dell’intera giornata; alcune attività dei lavoratori impiegati nel settore dei trasporti ferroviari; specifiche eccezioni previste nei contratti collettivi.

In questi casi il periodo di riposo può essere calcolato in un periodo di 14 giorni, questo significa che le due giornate spettanti possano essere fruite in qualunque momento all’interno di tale periodo, fino alla situazione limite di dodici giorni di lavoro consecutivi e di due giorni di riposo concentrati alla fine.

La normativa prevede inoltre che il risposo settimanale debba essere cumulato con quello giornaliero, in altre parole è necessario che i due riposi non si sovrappongano.

In caso di violazione sarà irrogata una sanzione amministrativa (per maggiori informazioni leggi “sanzioni violazione obbligo di riposo settimanale“).

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