Riduzione costo del lavoro per essere competitivi

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Un’azienda per dare 1.000 euro al mese ad un dipendente, tra tasse, contributi e balzelli vari, deve scucire quasi il doppio. Così al lavoratore va uno stipendio basso.

Un’azienda per dare 1.000 euro al mese ad un dipendente, tra tasse, contributi e balzelli vari, deve scucire quasi il doppio. Così al lavoratore va uno stipendio basso che per un’impresa, pena una contrazione sensibile dei profitti, diventa impossibile aumentare proprio per effetto dell’elevato costo del lavoro.

E’ questa una delle variabili che pesa sulla competitività del nostro Paese, e per la quale occorre agire in una fase congiunturale particolarmente difficile a livello macroeconomico ed occupazionale. Pur ammettendo che per contrastare la disoccupazione non esistono di certo delle ricette facili, Rete Imprese Italia, in un’audizione presso la Camera dei Deputati, è tornata a chiedere, tra l’altro, interventi di riduzione del costo del lavoro.



PAGAMENTO STIPENDIO AL LORDO DELLE RITENUTE IN CASO DI RITARDO

L’emergenza occupazionale è grave visto che un’intera generazione di giovani in Italia non solo è disoccupata, o quando va bene lavora con contratti a breve e brevissimo termine, ma da qui a 20-30 anni le pensioni che questi lavoratori percepiranno saranno magre per non dire risibili.

TASSAZIONE ARRETRATI STIPENDIO

Per questo Rete Imprese Italia, in rappresentanza della Confartigianato, Confesercenti, Cna, Confcommercio e Casartigiani, nel corso dell’audizione alla Camera è tornata a ribadire la necessità di investire nell’istruzione tecnica, nella formazione professionale, ma anche in politiche di flessibilità del lavoro attraverso delle norme che si rivelino sia moderne, sia efficaci. L’Italia ha bisogno di laureati ma anche di giovani con una adeguata formazione tecnica e specialistica che sia compatibile con l’offerta di lavoro delle piccole e medie imprese italiane.

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