Proroga contratto di lavoro a tempo determinato

di Stefania Russo Commenta

La legge non fissa una durata massima del contratto di lavoro a tempo determinato, fatta eccezione per i dirigenti che non possono...

La legge non fissa una durata massima del contratto di lavoro a tempo determinato, fatta eccezione per i dirigenti che non possono essere assunti con contratto di lavoro a tempo determinato presso la stessa azienda per un periodo superiore a cinque anni.

In caso di contratti di lavoro a tempo determinato di durata inferiore a tre anni la legge prevede la possibilità di prorogare la durata del contratto, purché la durata del primo contratto e la successiva proroga non superino complessivamente i tre anni.


La proroga può essere effettuata una sola volta, anche nel caso in cui non sia stato raggiunto il limite dei tre anni complessivi. Anche nel caso della proroga, come già accade per il contratto stesso, questa è ammessa solo nel caso in cui sussistono delle ragioni oggettive e sempre che riguardi lo svolgimento della stessa attività per la quale è stato stipulato il contratto iniziale.

[LEGGI] DURATA MASSIMA CONTRATTO A TERMINE

In caso di proroga, così come pure nel caso in cui il rapporto di lavoro dovesse proseguire anche dopo la scadenza del termine inizialmente fissato, la legge prevede che il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione complessiva pari al 20% fino al decimo giorno successivo alla scadenza e pari al 40% per ogni giorno ulteriore.

[LEGGI] PERIODO DI COMPORTO CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

La legge prevede inoltre che in caso di prosecuzione del contratto oltre la scadenza non si possono superare i 20 giorni se il contratto a termine aveva una durata inferiore a 6 mesi e i 30 giorni negli altri casi. Nel caso in cui il rapporto di lavoro dovesse proseguire oltre i suddetti termini, il contratto di lavoro si trasforma automaticamente in un contratto a tempo indeterminato.

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