Proposte dei consulenti del lavoro per l’occupazione

di Fabrizio Martini Commenta

I consulenti del lavoro hanno formulato una serie di proposte per cambiare le normative stabilite dalla Legge Fornero, che ha irrigidito un mercato del lavoro già in piena recessione.

fornero

I consulenti del lavoro hanno effettuato uno studio e realizzato una serie di proposte inerenti la modifica della attuale legge di riforma del lavoro, la legge Fornero n.92/2012. Tale legge, secondo i consulenti del lavoro, non è riuscita a centrare gli obiettivi che si prefiggeva in quanto era pensata per un mercato del lavoro già in espansione. A causa della forte crisi che stiamo attraversando e del periodo di recessione, la legge Fornero ha fatto solamente irrigidire l’intero sistema del mercato del lavoro.

 

In particolare si è avuto un forte irrigidimento delle entrate nel mondo del lavoro, che ha portato alla diminuzione delle assunzioni nel secondo trimestre 2013 Sono di sabato i dati allarmanti della GGIL secondo la quale si raggiungerà il livello occupazionale pre-crisi nel 2076. I consulenti del lavoro propongono in primis di cancellare la serie di requisiti che individuano le partite IVA e di aumentare fino a 8.000 euro il limite economico annuo per il lavoro accessorio. Inoltre un intervento sui contratti di lavoro firmati fino al 31 dicembre 2016, cioè la cancellazione dell’obbligo della causale.

Si propongono anche delle ingenti modifiche ai vincoli alla flessibilità previsti dalle legge n.92/2012. I consulenti propongono l’eliminazione dell’articolo 69 della legge che prevede la possibilità della conversione dei rapporti di lavoro da partita IVA a collaborazione coordinata e continuativa. La Fornero ha infatti previsto che se si verificano due delle tre condizioni, si può procedere secondo questa direzione. Le condizioni sono la durata del rapporto superiore ad otto mesi nell’arco di due anni, importo derivane da partita IVA superiore all’80% dei corrispettivi annui sempre nel corso di due anni e la postazione fissa presso il luogo del committente.

I consulenti del lavoro propongono di tornare alla situazione precedente la riforma anche per il contratto di associazione in partecipazione, che ha introdotto degli stringenti vincoli riguardanti le mansioni svolte ed il numero degli associati che vi partecipano.  Proposti anche meno vincoli all’apprendistato e l’eliminazione di stabilizzazione imposti alle aziende.

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