Sportelli per l’immigrazione, 1.300 precari a rischio

di Giuseppe Aymerich Commenta

Nelle questure di tutta Italia, gran parte dell’attività di natura amministrativa è occupata dalla gestione delle pratiche riservate agli immigrati extracomunitari..

Nelle questure di tutta Italia, gran parte dell’attività di natura amministrativa è occupata dalla gestione delle pratiche riservate agli immigrati extracomunitari; la fase più calda si è avuta fra l’autunno e l’inverno scorso, con la famosa maxisanatoria di colf e badanti, ma anche adesso che siamo in un periodo ordinario il lavoro certo non manca.


Il guaio è che gli organici sono cronicamente sottodimensionati per affrontare la mole di lavoro quotidiana, cosicché si è reso necessario ricorrere a massicce iniezioni di lavoratori a tempo determinato e di interinali: due categorie diverse, ma entrambe definibili come di precari.

Sfortunatamente, per tutti costoro il contratto sta per scadere (o è già scaduto proprio nei giorni scorsi), e il Governo ha ammesso la totale mancanza di fondi per provvedere ad una loro riconferma.
I numeri sono pesanti: si parla di 1.300 lavoratori destinati a ritornare a casa. L’aspetto paradossale è che, se i contratti si esauriscono, il lavoro, come accennato, non si esaurisce affatto ed è impensabile che il personale “ordinario” possa portarlo avanti da solo.

Anzi, con le nuove norme sull’immigrazione il lavoro è destinato a crescere in maniera rilevante: saranno infatti proprio questi uffici ad occuparsi dei test d’italiano e dei corsi di educazione civica che dovranno essere frequentati da chiunque aspiri a risiedere in Italia.


D’altronde, questi precari hanno acquisito una formazione molto rilevante in merito (a spese dello Stato), che sarebbe un peccato sprecare e che, allo stesso tempo, non è spendibile altrove sul mercato del lavoro.
Proseguire il rapporto di lavoro per codesti precari, quindi, risulta indispensabile (stabilizzarli è un’ipotesi fantascientifica che nessuno prende in considerazione), a meno di non rassegnarsi a prolungamenti temporali enormi nella gestione delle singole pratiche.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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