Morti bianche

di Francesco Di Cataldo Commenta

L’Italia detiene, purtroppo, un triste e macabro primato, è uno dei paesi europei in cui si verifica il maggior numero..

L’Italia detiene, purtroppo, un triste e macabro primato, è uno dei paesi europei in cui si verifica il maggior numero di incidenti e di morti sul luogo di lavoro.

Secondo le stime dell’Inail, nel 2006 il numero delle vittime sul posto di lavoro sarebbe stato pari a 1341 persone, mentre nel 2007 il numero dei morti sarebbe pari a 1260 individui circa.

Il numero degli incidenti corrisponderebbe invece a 913.500 nel 2007 contro i 928.158 del 2006.




Il settore in cui i pericoli corsi dai lavoratori sono maggiori, secondo i dati accumulati in questi anni, é il settore industriale, in particolar modo nell’ambito delle costruzioni e nella lavorazione dei metalli; mentre la città che registra il maggior numero di incidenti sembra essere Torino.

Nel 2007 la giornata del primo Maggio è stata dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro, e anche quest’anno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha richiamato l’attenzione sull’argomento, trasferendo le celebrazioni dal Quirinale alla sede dell’Inail.

Purtroppo proprio durante i festeggiamenti alcuni operai dell’Ilva di Taranto sono rimasti ustionati nel reparto Cco1 dello stabilimento. Insomma il tema della sicurezza sul lavoro è al centro di molti dibattiti. Tra le normative più recenti c’è la legge 123 del 3 Agosto 2007 che è stata attuata nel 2008 con alcuni decreti.

Questa norma prevede delle profonde revisioni della normativa vigente per ciò che riguarda il tema della sicurezza e della salute sul lavoro.

Il tentativo è quello di aumentare i controlli e sensibilizzare gli imprenditori per prevenire gli incidenti. Le sanzioni per gli imprenditori sono infatti diventate molto più dure, a partire dal carcere, per un massimo di 18 mesi, fino ad arrivare a multe davvero molto salate.

Ovviamente la normativa ha suscitato le proteste di Confidustria e invece, dall’altra parte, la soddisfazione dei sindacati.

Per le imprese che riescono a mettersi in regola il carcere può essere, invece, evitato. Ma la cosa importante, è che le norme di sicurezza all’interno delle imprese sono state estese anche ai lavoratori senza contratto.

La cultura della sicurezza e della salute sul lavoro sarà promossa, inoltre, anche attraverso la formazione, diventerà, quindi, materia di studio presso le scuole e le università.



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