Giovani precari con partita IVA

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il fenomeno, in realtà, esiste già da molti anni, ma è indubbio che è solo da qualche tempo che esso è esploso in tutta la sua evidenza..

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Il fenomeno, in realtà, esiste già da molti anni, ma è indubbio che è solo da qualche tempo che esso è esploso in tutta la sua evidenza. In pratica, le aziende, facendo due conti, hanno scoperto che pagare un lavoratore autonomo, a parità di condizioni, è molto più conveniente che assumere un dipendente o un collaboratore coordinato e continuativo.

Sono ormai innumerevoli i casi di giovani privi di occupazione che trovano un lavoro solo previa apertura della partita IVA, e altrettanti sono coloro che una mansione già ce l’avevano, ma un brutto giorno hanno dovuto eseguire, su richiesta del datore, l’ingrata scelta se divenire autonomi o restarsene a casa.


Il lavoro svolto, in realtà, è lo stesso: identico ruolo, identici orari, di solito anche un identico trattamento economico. Qual è, invece, la differenza? Il lavoratore autonomo non iscritto ad un albo professionale non costa niente all’azienda in termini di contributi previdenziali (eccetto il misero 4% di rivalsa della Gestione Separata INPS, oltretutto facoltativo), mentre il peso dei contributi è sempre più divenuto rilevante nei casi dei subordinati e parasubordinati.


Va ricordato che il lavoratore autonomo addebita l’IVA in fattura, ma ovviamente l’azienda la può detrarre al 100% senza alcun problema. Si calcola che per un’impresa far eseguire uno stesso lavoro ad un autonomo sia più conveniente di circa il 25% rispetto ad un co.co.pro. e addirittura del 33% rispetto ad un dipendente vero e proprio.

Inutile dire che la precarietà previdenziale non è affatto compensata da vantaggi di altro genere: il presunto “autonomo”, in realtà, non ha la possibilità di avviare rapporti di lavoro con altri committenti e si ritrova a maneggiare rigidi orari di lavoro esattamente come un qualunque subordinato, senza contare che un futuro licenziamento non avrebbe alcun tipo di limitazione.

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