Committente responsabile della sicurezza su cantiere edile

di Francesco Di Cataldo 1

Questa sentenza è stata pronunciata dopo che un operaio è morto cadendo da un’impalcatura priva di parapetti all’interno di un’abitazione privata..

La IV Sezione Penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 42465 del 1° dicembre 2010 ha dichiarato che: “Il privato, in qualità di committente di lavori edili da svolgersi nella sua abitazione, risponde di omicidio colposo qualora l’operaio da lui incaricato, in assenza di qualsiasi cautela relativa alla sicurezza, muoia in occasione del lavoro assunto”.

Questa sentenza è stata pronunciata dopo che un operaio è morto cadendo da un’impalcatura priva di parapetti all’interno di un’abitazione privata, non indossando le apposite attrezzature antinfortunistiche, quindi in assenza completa di qualsiasi cautela atta ad evitare i rischi di una caduta dall’alto.



I giudici hanno così condannato il titolare dell’impresa edile in cui l’operaio lavorava, ad una pena detentiva di otto anni, poiché ritenuto il diretto responsabile dell’accaduto decretando che “riveste una posizione di garanzia il proprietario (committente) che affida lavori edili in economia a lavoratore autonomo di non verificata professionalità e in assenza di qualsiasi apprestamento di presidi anticaduta a fronte di lavorazioni in quota superiore ai metri due”.

Inoltre hanno sottolineato che in caso di prestazione autonoma, la responsabilità ricade sempre sul datore di lavoro soprattutto nel caso in cui lo stesso non fornisca il materiale antinfortunistico al dipendente.
Questo esplica così la funzione della sentenza anche al di fuori del lavoro dipendente, equiparando così i lavoratori autonomi e subordinati.

I giudici spiegano che “il risarcimento del danno professionale, biologico ed esistenziale derivante dal demansionamento e dalla dequalificazione del lavoratore postula l’allegazione dell’esistenza del pregiudizio e delle sue caratteristiche, nonché la prova dell’esistenza del danno e del nesso di causalità con l’inadempimento, prova che, quanto al danno esistenziale, può essere fornita anche ricorrendo a presunzioni”, con la sentenza n. 24233 del 30 novembre 2010, poiché la corte d’appello ha accertato l’altezza da cui è caduto l’operaio e la conseguente assenza di apposite attrezzature atte alla sicurezza dello stresso.

Commenti (1)

  1. Vedi anche l’art. 90 del D.Lgs 81/2008: è punito penalmente l’affidamento di lavori edili a persona non idonea o addirittura non iscritta alla C.C.I.A.A.:
    http://www.prevenzionecantieri.it/j/index.php?option=com_content&view=article&id=389%3Aincontro-su-compiti-e-responsabilita-del-committente&catid=41%3Anews-ed-eventi&Itemid=99&lang=it

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