Premio di occupazione

di Giuseppe Aymerich Commenta

Con decreto interministeriale emanato lo scorso 18 gennaio, sono state stabilite le modalità applicative del cosiddetto “premio di occupazione”, previsto dalla legge 102/2009..

Con decreto interministeriale emanato lo scorso 18 gennaio, sono state stabilite le modalità applicative del cosiddetto “premio di occupazione”, previsto dalla legge 102/2009.

Si tratta di un incentivo introdotto dal nostro legislatore per favorire la riqualificazione dei dipendenti che vivono una fase di difficoltà, in vista di un loro reingresso nel mondo del lavoro.


In particolare, i destinatari della normativa sono i dipendenti posti in trattamento di integrazione salariale (ordinaria, straordinaria o in deroga), oppure quelli che hanno stipulato i cosiddetti “contratti di solidarietà”.
I datori di lavoro possono chiedere l’inserimento dei propri dipendenti in appositi progetti di formazione e riqualificazione, dopo aver sottoscritto un apposito accordo convenzionale con il ministero del Welfare e con i sindacati.

I dipendenti che partecipano a tali programmi formativi ottengono, come prezioso incentivo, un piccolo compenso a carico del datore di lavoro, pari alla differenza fra la loro ordinaria retribuzione e quanto percepito in qualità di integrazione salariale.

In pratica, si instaura un meccanismo virtuoso tramite il quale da un lato i dipendenti acquisiscono una maggiore preparazione spendibile sul mercato del lavoro e che è certo di utilità anche allo stesso datore; dall’altro lato, partecipando a tali programmi formativi avranno la possibilità di percepire, nel complesso, gli stessi importi che guadagnavano lavorando tradizionalmente.


Il premio di occupazione è stato introdotto quale uno dei vari strumenti messi in campo per fronteggiare la crisi delle imprese e il ritorno della disoccupazione. La sua introduzione nel nostro ordinamento è a titolo sperimentale, tanto che dovrebbe cessare i propri effetti il prossimo 31 dicembre.
In caso di suo successo, tuttavia, non si può escludere un’estensione del suo campo d’azione anche oltre i ristretti limiti della crisi contingente.

Rispondi