Praticantato per diventare avvocato

di Vincenzo Cocozza Commenta

tirocinio avvocatura

Portato a termine con la tanto agognata laurea il corso di studi in Giurisprudenza, il cammino per diventare avvocato prevede un ulteriore e necessario passo: il praticantato. Di durata biennale, a meno che non si proseguano gli studi in una Scuola di Specializzazione per gli Studi Legali (nel qual caso la durata è ridotta ad un solo anno), il praticantato è infatti propedeutico per essere ammessi all’Esame di Stato per avvocati, superato il quale si sarà finalmente abilitati allo svolgimento della professione.

COME ISCRIVERSI ALL’ALBO DEI PRATICANTI AVVOCATI

Il primo step consiste nel trovare un avvocato che sia disposto a far da “mentore” al praticante e che sia abilitato da almeno due anni all’esercizio della professione. E “trovare” è la parola giusta poiché la ricerca, che può essere svolta autonomamente oppure rivolgendosi al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, non è sempre delle più agevoli e fruttuose.

Superato questo primo, possibile intoppo, e previo versamento di 65 euro e delibera da parte del Consiglio dell’Ordine, il praticante potrà ritirare il libretto di pratica, numerato, vidimato e diviso in tre parti: nella prima vanno annotate le udienze (civili o penali ma non di mero rinvio) alle quali il praticante ha assistito, e che dovranno essere almeno venti per ciascun semestre; la seconda parte riguarda gli atti processuali o stragiudiziali più rilevanti alla cui predisposizione e redazione il praticante ha partecipato; nella terza vanno infine indicate le questioni giuridiche di maggiore interesse alla cui trattazione il praticante ha assistito o partecipato.

I LAVORI DEL FUTURO

Alla fine di ogni semestre di pratica il libretto dovrà essere esibito al Consiglio dell’Ordine, controfirmato dall’avvocato presso il cui studio la pratica è stata svolta. Alla fine di ciascun anno di pratica l’aspirante avvocato dovrà inoltre illustrare mediante relazione scritta le attività svolte riportate nel libretto, sempre controfirmate dall’avvocato supervisore. Alla fine del biennio il libretto va consegnato al Consiglio dell’Ordine, al quale il praticante dovrà far richiesta di attestazione di avvenuta pratica per svolgere finalmente, presso la Corte d’Appello nel cui distretto si sono compiute più ore di pratica, il fatidico Esame di Stato.

LAUREA PER OTTO PROFESSIONISTI SU DIECI

Nota dolente la retribuzione, poiché al praticante avvocato non è dovuto alcun compenso, eccetto un rimborso, previsto dal Codice Deontologico Forense e di entità a discrezione del tutor, proporzionato all’apporto professionale dato.

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