Permessi retribuiti per esami prenatali

di Stefania Russo Commenta

Il Decreto Legge n. 645/1996, avente ad oggetto norme destinate al miglioramento della salute e della sicurezza...

Il Decreto Legge n. 645/1996, avente ad oggetto norme destinate al miglioramento della salute e della sicurezza sul lavoro delle lavoratrici gestanti, delle puerpere e di coloro che sono in fase di allattamento, all’art.7 riconosce a favore delle lavoratrici in stato di gravidanza il diritto ad ottenere permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali e visite mediche specialistiche, nel caso in cui questi debbano essere effettuati durante l’orario di lavoro.

CONGEDO DI MATERNITÀ E PARTO PREMATURO

Per poter usufruire di questi permessi è necessario presentare apposita domanda al datore di lavoro, nella quale devono necessariamente essere indicati ora e giorno fissati per la visita e deve essere specificato che tali esami non possono essere effettuati in un orario diverso da quello lavorativo.

MATERNITÀ E SCADENZA DEL CONTRATTO DI LAVORO

Successivamente la lavoratrice deve farsi rilasciare dall’ente presso il quale effettua gli esami apposita dichiarazione che attesta l’ora e il giorno di effettuazione della visita specialistica. Tale dichiarazione dovrà poi essere consegnata al datore di lavoro in quanto rappresenta in poche parole la “giustificazione” necessaria per ottenere la retribuzione in merito alle ore in cui la lavoratrice è risultata assente dal lavoro.

Il diritto ad ottenere permessi retribuiti per l’effettuazione di esami prenatali durante l’orario lavorativo rientra quindi a pieno titolo tra i diritti delle lavoratrici madri. Tra questi citiamo il congedo di maternità obbligatorio, il congedo di maternità facoltativo, il divieto di licenziamento fino al compimento di un anno di vita del bambino, il diritto all’allattamento e il diritto ad ottenere i permessi per malattia del bambino.

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