Parte la campagna referendaria sull’articolo 18

di Vito Verna Commenta

Un numero decisamente impressionante, conseguente ad una vera e propria partenza sprint, che ben fanno sperare sebbene il risultato finale, equivalente a ben 500.000 firme da raccogliersi entro Natale 2012, sarebbe ancora ben lungi dal venir raggiunto.

Parte la campagna referendaria sull'articolo 18

La campagna referendaria sul lavoro, ed in particolare sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, sarebbe ormai cominciata da qualche giorno e, stando a quanto dichiarato dagli organizzatori, sarebbero state raccolte già più di 30.000 firme.

RIFORMA DEL WELFARE DEL GOVERNO MONTI

Un numero decisamente impressionante, conseguente ad una vera e propria partenza sprint, che ben fanno sperare sebbene il risultato finale, equivalente a ben 500.000 firme da raccogliersi entro Natale 2012, sarebbe ancora ben lungi dal venir raggiunto.

LAVORATORI PRECOCI ED ESODATI RIFORMA DELLE PENSIONI

Nel caso in cui, però, verranno raccolte le necessarie sottoscrizioni, si potrà indire un referendum al quale tutta la popolazione italiane potrà o non potrà partecipare allo scopo di abrogare quanto stabilito dalla riforma del mercato del lavoro del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero in tema di tutela dei lavoratori e quanto stabilito dalla manovra finanziaria del 2011 in tema di diritti minimi ed universali.

NOVITA’ LAVORO GOVERNO MONTI

I due quesiti referendari oggi alla nostra attenzione, promossi dall’associazione Io lotto per il diciotto raggiungibile all’indirizzo internet referendumlavoro.it e già approvati dalla Corte di Cassazione, riguarderebbero, in particolar modo:

  • il ripristino dell’articolo 18 nella sua formulazione originaria in tema di tutela in caso di licenziamenti;
  • il ripristino dei diritti minimi e universali previsti dal contratto nazionale di lavoro, a sua volta abrogato dall’articolo 8 della manovra finanziaria del precedente Governo (decreto legge n.138 del 2011).

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