Omesso versamento contributi co.co.co.

di Stefania Russo Commenta

La legge n. 183/2010, cosiddetto "collegato lavoro", ha equiparato l'omesso versamento dei contributi a favore di lavoratori iscritti...

La legge n. 183/2010, cosiddetto “collegato lavoro”, ha equiparato l’omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali per i lavoratori co.co.co. all’omesso versamento dei contributi per i lavoratori dipendenti. A fronte di ciò, dunque, in entrambi i casi si configura l’ipotesi di reato prevista dalla legge n. 638/1983.

In particolare, sulla base dell’entrata in vigore della legge 183/2010, il nuovo reato si applica alle denunce pervenute dall’EMens a partire da novembre 2010.


Al riguardo l’Inps, attraverso il messaggio 3981/2013, ha comunicato di aver in programma da qui fino al prossimo 15 aprile l’elaborazione e l’invio degli atti di accertamento a carico di società e persone fisiche che, in qualità di committenti, hanno omesso di versare le ritenute previdenziali e assistenziali operate sui compensi dei collaboratori iscritti alla gestione separata.

Nel dettaglio, i destinatari della nuova disciplina risultano essere i committenti persone fisiche e/o i loro rappresentanti legali, che si avvalgono delle prestazioni di lavoratori il cui reddito è considerato assimilato a quello da lavoro dipendente, mentre al contrario restano escluse tutte quelle tipologie di soggetti che, pur obbligati alla gestione separata, non sono elencati nella normativa fiscale, come ad esempio gli associati in partecipazione con apporto di solo lavoro o i titolari di borse di studio per dottorato di ricerca.

Le diffide che saranno inviate dall’Inps nel corso delle prossime settimane, come spiegato dallo stesso istituto di previdenza sociale, sono formate da un testo fisso nel quale vengono richiamate le norme di riferimento, da un prospetto contenente tutte le inadempienze riferite al caso specifico e da un’ultima parte in cui vengono fornite le istruzioni per procedere al pagamento.

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