Occupazione femminile italia

di Francesco Di Cataldo Commenta

Un’altra cosa su cui non si riflette mai abbastanza, è il valore aggiunto che possiamo fornire noi donne nei vari campi del lavoro..

BRUXELLES – Italia al penultimo posto in Europa per occupazione femminile. Lo rivela l’ultimo rapporto di Eurostat, che fotografa l’occupazione nel 2006 nei paesi Ue.

Secondo l’ufficio statistico dell’Ue, in Italia il tasso di occupazione femminile nel 2006, nella fascia d’età 15-64 anni, é stato del 46,3%.

Un valore superiore solo a quello di Malta (34,9%), fanalino di coda di una classifica che vede in testa Danimarca (73,4%), Svezia (70,7%) e Olanda (67,7%).

La media europea è pari al 57,2%, in crescita rispetto al 56% del 2005.




Il rapporto Eurostat registra una crescita del tasso di occupazione generale in Europa, sempre nella fascia d’età 15-64 anni: 64,4% nel 2006 rispetto al 63,4% dell’anno precedente.

L’Italia occupa il 24/mo posto nella graduatoria, con un valore pari al 58,4%, davanti a Ungheria (57,3%), Malta (54,8%) e Polonia (54,5%).

In questo ambito, 20 Paesi Ue su 27 sono al di sopra del 60%; in testa Danimarca (77,4%), Olanda (74,3%) e Svezia (73,1%). Cresce in Europa anche il tasso di occupazione relativo alla fascia d’età 55-64 anni: 43,5% nel 2006, contro il 42,2% del 2005.

L’Italia occupa anche qui il 24/mo posto tra i 27 Paesi dell’Ue, con un valore pari al 32,5%, davanti a Belgio (32%), Malta (30%) e Polonia (28,1%)(notizia ANSA).

Di fronte all’insindacabile e oggettivo verdetto dei freddi numeri, non vi è possibilità di replica. Anche questa volta non ne usciamo benissimo, anzi.

Tendenzialmente quando un politico deve difendere il proprio operato ci ricorda che non siamo più un’italietta da quattro soldi ma bensì la settima potenza economica del mondo, che abbiamo un PIL di tutto rispetto(?), e che fondamentalmente se se le cosa ora vanno in modo mediocre per non dire male, sicuramente andranno meglio.

Sarebbe opportuno invece fermarsi e riflettere su statistiche di questo tipo, interrogarsi del perché in un paese dove si dibatte di scalini e scaloni che interessano solo 120.000 lavoratori, non ci si chieda il perché di una occupazione femminile così bassa e vergognosa rispetto alle altre nazioni europee.

Un’altra cosa su cui non si riflette mai abbastanza, è il valore aggiunto che possiamo fornire noi donne nei vari campi del lavoro, e perché no, anche nella politica, come del resto ebbe a dire più volte Margareth Thatcher:” in politica, se vuoi che qualcosa venga detto, chiedi ad un uomo. Se vuoi che qualcosa venga fatto, chiedi ad una donna”.

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