Obblighi fiscali del freelance

di Stefania Russo Commenta

Il freelance è un lavoratore autonomo che svolge prestazioni lavorative per vari soggetti, i quali a loro volta trovano vantaggioso affidare lavori..

Il freelance è un lavoratore autonomo che svolge prestazioni lavorative per vari soggetti, i quali a loro volta trovano vantaggioso affidare lavori a questa tipologia di professionisti poichè in questo modo non sono obbligati a stipulare contratti di lavoro subordinato, al massimo si procede con un contratto di lavoro a progetto che non garantisce le tipiche forme di tutela del lavoratore come malattia, maternità, ferie, ecc.

Dal punto di vista fiscale, in particolare, occorre distinguere a seconda del guadagno annuo realizzato dal freelance.


Se il guadagno annuo non supera i 7.000 euro, infatti, si applica il cosiddetto “regime della franchigia” (D.P.R. 633/1972 l’art. 32 bis). In altre parole chi guadagna una somma inferiore ai 7.000 euro l’anno è esonerato dal pagamento dell’Iva, quindi non può farla pagare ai propri clienti nè detrarla dagli acquisti. Nel caso in cui il guadagno supera questa soglia, invece, l’Iva dovrà essere versata nella misura del 20% del guadagno.

I determinati casi, tuttavia, ulteriori agevolazioni sussistono nel caso in cui venga applicato il cosiddetto “regime dei minimi“, che bisogna indicare all’inizio dell’attività. Il regime dei minimi, che in pratica comporta alcune agevolazioni Irpef e addizionali, Iva, Irap, studi di settore e adempimenti documentali, può essere applicato solo se si rispettano determinate condizioni: non superare i 30.000 euro di guadagni annuali, non aver assunto lavoratori e non aver speso oltre 15.000 euro in beni strumentali.

Nel caso in cui si superano i 5.000 euro l’anno, inoltre, occorre iscriversi alla gestione separata INPS, che comprende un versamento di contributi pari circa al 18% delle entrate.

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