Novità call center dopo riforma del lavoro

di Stefania Russo Commenta

Alcune delle novità contenute nel testo della riforma del Lavoro, meglio conosciuta come riforma Fornero, riguardano...

Alcune delle novità contenute nel testo della riforma del lavoro, meglio conosciuta come riforma Fornero, riguardano i call center e i lavoratori che vi lavorano.

Tra le principali novità figura l’obbligo per le aziende che operano in tale settore e che hanno almeno 20 dipendenti di comunicare l’eventuale spostamento fuori dai confini nazionali sia al Ministero del lavoro che all’Autorità garante della privacy almeno 120 giorni prima del trasferimento e di indicare le misure poste in essere ai fini del rispetto della legislazione nazionale vigente.


Vi è inoltre l’impossibilità di erogare specifici benefici nei confronti di aziende che spostano la loro attività in paesi esteri, nonché l’obbligo di informare preliminarmente la persona che viene contattata o che chiama riguardo alla presenza dell’operatore che parla in un paese estero. In caso di mancato rispetto di queste disposizioni si prevede il pagamento di una sanzione di importo pari a 10.000 euro per ogni giorno di violazione.

Altra novità che interessa i call center è quella riguardante le modifiche apportate al contratto a progetto e che nel caso dei call center trovano applicazione ferma restando la disciplina dei rappresentati e degli agenti di commercio, nonché le attività di vendita di beni e servizi realizzate attraverso i cosiddetti call center “outbound”, ossia i call center in cui sono gli operatori ad effettuare le chiamate. In quest’ultimo caso, dunque, si applicano le norme vigenti prima dell’entrata in vigore della riforma, in altre parole non è obbligatoria l’indicazione di un progetto specifico al momento dell’assunzione con contratto a progetto.

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