Maternità e paternità, nuovi diritti dall’Europa

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il Parlamento Europeo ha dato il suo benestare ad una proposta di legge che estende in misura significativa i diritti delle madri lavoratrici e dei padri lavoratori..

Il Parlamento Europeo, dopo lunghe discussioni, ha dato il suo benestare ad una proposta di legge che estende in misura significativa i diritti delle madri lavoratrici e dei padri lavoratori.
In realtà, il voto non ha un valore definitivo: occorrerà il placet del Consiglio dei Ministri dei ventisette Paesi, che decideranno prossimamente a maggioranza ponderata, e alcune nazioni come Francia e Regno Unito (dove i diritti in questione sono oggi piuttosto modesti) hanno annunciato battaglia.


Gli europarlamentari italiani, invece, hanno votato compattamente a favore, e anche il nostro Governo dovrebbe dare il suo via libera. In Italia, in realtà, la disciplina è già piuttosto avanzata, ma la nuova legge di derivazione comunitaria estenderà ulteriormente il perimetro dei diritti.
In particolare, è stato stabilito che la neo-mamma avrà diritto ad un periodo di congedo obbligatorio minimo pari a venti settimane: in questo senso, non è troppo diverso dalle nostre leggi vigenti, che prevedono (sia pure con possibili forme di flessibilità) due mesi di congedo prima del parto e tre dopo.
Tuttavia, alla neo-mamma sarà garantito il 100% dello stipendio percepito normalmente, mentre la legislazione italiana oggi prevede l’80%.
Le novità più significative, però, arrivano per i papà: anche a loro saranno garantite due settimane minime di congedo successivo al parto con stipendio al 100%.


La novità, dal nostro punto di vista, è enorme, poiché le nostre leggi oggi prevedono che il padre lavoratore possa fruire del congedo soltanto in alternativa a quello riconosciuto alla madre (quando quest’ultima sia morta o comunque non sia in grado, anche per libera scelta, di fruire del congedo di maternità). La norma comunitaria, invece, prevede dunque che per quattordici giorni entrambi i genitori potranno fruire contemporaneamente del diritto.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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