diventare madre

La nostra legge, come tutti sanno, impone alle lavoratrici-madri il diritto-dovere di astenersi da qualsiasi prestazione lavorativa per cinque mesi: ordinariamente si tratta dei due mesi precedenti alla data presunta del parto e i tre successivi (ma esistono delle possibilità di elasticizzare tale periodo).


Qualora però la gravidanza fosse a rischio oppure le condizioni del luogo di lavoro non fossero adeguate allo stato di dolce attesa, o, ancora, non lo fosse la particolare mansione assegnata e non ci fossero le condizioni per attribuirgliene un’altra, è possibile chiedere che venga riconosciuta la maternità anticipata: in pratica, si tratta di richiedere l’astensione obbligatoria dal lavoro dal momento in cui è accolta la richiesta (entro sette giorni dalla data della presentazione della domanda) fino al terzo mese dopo il parto, e se un certificato medico attesta i continuati problemi di salute e sicurezza della madre, si può estendere tale periodo fino a sette mesi dopo il parto. Il tutto, va specificato, senza che si abbiano riduzioni dello stipendio corrisposto nel frattempo alla donna.


La domanda va compilata e presentata all’Ispettorato del Lavoro: dalla stessa lavoratrice, oppure in sostituzione dal suo datore in specifici casi. Alla domanda va corredato un certificato medico di uno specialista della ASL che attesti l’esistenza delle condizioni di rischio rivendicate nella domanda: questo significa che un’attestazione analoga da parte del ginecologo privato di fiducia non ha lo stesso valore.

Il certificato deve contenere una serie di informazioni: dalla data presunta del parto ai rischi per la salute della madre e/o del bambino.
La Direzione Provinciale del Lavoro, sentito il parere del Servizio Sanitario Nazionale, disporrà così le condizioni e la durata dell’astensione obbligatoria dal lavoro.



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