Costi elevati diventare mamma

di Francesco Di Cataldo Commenta

Alla domanda non rispondono nemmeno i diretti interessati, ovvero i produttori di latte artificiale che più volte..

diventare madre è troppo caro

A quanto pare in Italia è diventato difficile anche fare la mamma, non solo a livello sociale, fatiche e termini di tempo, da un po’ di anni le mamme accusano i politici di non controllare l’incessante innalzamento dei prezzi dei prodotti indispensabili per far crescere un bambino.

Le aziende produttive giocano sul fatto che in Italia, le mamme farebbero di tutto per il proprio neonato senza badare a spese, ma vedendo che negli altri paesi europei, il prezzo è più che dimezzato, queste si sentono un po’ prese in giro e non capiscono il perchè in Italia lo stesso prodotto debba costare di più.

In certi casi le mamme si trovano costrette a perdere il lavoro perchè incinte oppure costrette a eccessivi ritardi nel pagamento dello stipendio da parte di un datore di lavoro poco sensibile e in questo modo si trovano costrette a osservare continue discriminazioni che portano col tempo a scegliere la strada della non proliferazione.

Con tutte queste discriminazioni, le donne sempre più spesso sono costrette a rinunciare alla maternità per non riuscire a fondere le due cose oppure non riuscire a far fronte a spese eccessive che in altri paesi europei sono assai ridotte.

L’alimentazione del bambino ha un costo e in certi casi questo costo è elevatissimo e se la neo mamma non è in grado di allattare il proprio piccolo fino ai sei mesi che a detta dell’organizzazione mondiale della sanità è il metodo migliore per una alimentazione corretta ed equilibrata, questa si trova costretta ad acquistare dei prodotti adattati alle esigenze.


Dal 1998, anno record per i prezzi dei latti in polvere, la situazione è migliorata, ma ancora non è sufficiente e abbiamo osservato una riduzione dei prezzi dei latti di partenza del 18 – 44 per cento, mentre per i latti di proseguimento le riduzioni non sono state apprezzabili.

Si pensi che lo stesso latte in polvere della stessa marca, in Germania e in Austria costa intorno ai dieci euro mentre in Italia arriva a costare anche 25 euro
e questo non è affatto lodevole considerato che la qualità e la quantità sono le stesse.

La domanda che si pongono le famiglie è questa: perchè le italiane devono pagare centinaia di euro in più per allattare il proprio figlio mentre le cugine europee questo denaro possono spenderlo per altre attività considerato anche che gli stipendi degli altri sono anche più elevati?

A questa domanda non rispondono certo i medici dei reparti di gravidanza che spesso si trovano nelle condizioni di dover sponsorizzare marche tra le più costose sul mercato senza nemmeno soffermarsi sulle marche economiche ma di pari qualità anche perchè per essere venduti i latti devono rispondere alle caratteristiche di qualità imposte da un organo competente denominato E.S.P.G.A.N.

Alla domanda non rispondono nemmeno i diretti interessati, ovvero i produttori di latte artificiale che più volte sono stati multati per aver stretto accordi fra di loro per garantire un allineamento dei prezzi sia nelle farmacie che nei supermercati (Heinz, Nestlè, Plada, Milupa, Humana e Nutricia).

In ogni caso l’Organizzazione mondiale della sanità ha più volte deninciato il fatto che in Italia si preferisce il parto cesario a quello naturale e l’allattamento al seno troppo raramente si protrae fino a 6 mesi di tempo del neonato affermando che la soluzione parto naturale e allattamento al seno è la migliore in assoluto per garantire al bimbo la qualità di una vita sana ed equilibrata.

E’ importante sapere che adesso anche i bambini possono avere i propri libretti nominativi, affrettatevi mamme a capire meglio di cosa si tratta.

Rispondi