Lo stop della Camera al decreto Esodati

di Vito Verna Commenta

Il problema, in questo particolare caso, sarebbe quello della mancata indicazione, da parte del Governo Monti in generale e del Ministero dell'Economia e delle Finanze in particolari, delle risorse economiche e finanziarie necessarie alla realizzazione dell'intervento di tutela e salvaguardia dei succitati esodati.

Lo stop della Camera al decreto Esodati

Il decreto Esodati previsto dal primo decreto Spending review del Ministero dello Sviluppo Economico, il quale dovrebbe riuscire a salvaguardare ben 55.000 esodati (portando in questo modo, in considerazione del decreto Esodati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in questi ultimi giorni in fase di attivazione, il numero degli esodati complessivamente tutelati dal Governo Monti, dopo il “pasticcio” della riforma delle pensioni del Ministro Fornero, a quota 120.000) avrebbe recentemente subito un nuovo stop, ad opera della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati del Parlamento italiano, dopo quello da noi segnalatovi nelle scorse settimane.

RIFORMA DEL WELFARE DEL GOVERNO MONTI

Il problema, in questo particolare caso, sarebbe quello della mancata indicazione, da parte del Governo Monti in generale e del Ministero dell’Economia e delle Finanze in particolari, delle risorse economiche e finanziarie necessarie alla realizzazione dell’intervento di tutela e salvaguardia dei succitati esodati.

CONTI CORRENTI SENZA SPESE PER PENSIONATI

Senza codeste indicazioni, infatti, sarebbe letteralmente impossibile per la Commissione Lavoro procedere all’analisi del provvedimento nel proprio complesso e, di conseguenza, sarebbe impossibile inviare la normativa oggi alla nostra attenzione alle due Aule del Parlamento affinché venga adeguatamente discussa e, di conseguenza, approvata.

LAVORATORI PRECOCI ED ESODATI RIFORMA DELLE PENSIONI

I tempi, però, stringono (è infatti prevista a breve, entro sabato 6 ottobre 2012, l’emanazione del decreto attuativo del su indicato provvedimento) e, almeno per il momento, non si intravedono all’orizzonte soluzioni di sorta (tanto che Silvano Moffa, Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati del Parlamento italiano, avrebbe recentemente dichiarato: “La Commissione non ha potuto disporre dei dati per procedere nei lavori e tutti i gruppi parlamentari rappresentati nell’ufficio di presidenza hanno manifestato l’esigenza di intraprendere un’iniziativa formale nei confronti del Governo”.

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