Limiti del contratto a termine non si applicano alla somministrazione

di Stefania Russo Commenta

La Corte di Giustizia Europea lo scoso 11 aprile è intervenuta sulle differenze tra il contratto a tempo determinato e il contratto di somministrazione, affermando che...

Contratto progetto

La Corte di Giustizia Europea lo scoso 11 aprile è intervenuta sulle differenze tra il contratto a tempo determinato e il contratto di somministrazione, affermando che si tratta di due fattispecie contrattuali regolate da differenti previsioni normative e che quindi le norme relative al contratto di lavoro a termine non possono essere applicate ad un contratto di somministrazione avvalendosi della disciplina delle proroghe.

Nel caso in esame, in particolare, è stata giudicata la controversia riguardante un lavoratore impiegato come portalettere presso Poste Italiane con tre successivi contratti a tempo determinato, sulla base di contratto di somministrazione di lavoro a tempo determinato concluso tra la Obiettivo Lavoro e Poste Italiane.


Il portalettere, in particolare, ritenendo che i motivi del ricorso alla somministrazione di lavoro a termine fossero generici e insussistenti e che la proroga della stessa fosse priva di giustificazione, si è rivolto al Tribunale per chiedere l’accertamento dell’esistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

La Corte di Giustizia Europea, tuttavia, sulla base di quanto già previsto dalla direttiva europea del 1999 sul lavoro a tempo determinato, ha ribadito che la tutela accordata ai lavoratori dalla stessa direttiva, che ricordiamo prevede la trasformazione del contratto in un rapporto a tempo indeterminato a fronte di ripetute assunzioni a tempo determinato, non si applica ai lavoratori a tempo determinato messi a disposizione di un’azienda utilizzatrice da parte di un’agenzia di lavoro interinale. Pertanto, non può essere trasformato in contratto a tempo indeterminato né il rapporto di lavoro con l’agenzia né quello con il datore di lavoro finale.

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