Lavoro notturno e visite mediche

di Stefania Russo Commenta

In tema di lavoro notturno occorre anzitutto precisare che si intende per tale un periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti...

In tema di lavoro notturno occorre anzitutto precisare che si intende per tale un periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino. Inoltre, in base a quanto previsto dalla legge, devono essere considerati lavoratori notturni anche coloro che svolgono un orario normale giornaliero per almeno 3 ore nel periodo tra le 22:00 e le 06:30.

Per poter svolgere orario di lavoro notturno il lavoratore deve essere ritenuto idoneo a seguito di specifici accertamenti medici.


Al riguardo, in particolare, la legge stabilisce che la valutazione dello stato di salute dei lavoratori notturni deve avvenire a cura e a spese del datore di lavoro, o attraverso visite da effettuare presso strutture sanitarie pubbliche o tramite il medico competente.

I controlli devono essere effettuati prima di adibire il lavoratore allo svolgimento di mansioni durante il periodo considerato come notturno e devono ripetersi periodicamente, almeno ogni due anni. Essi sono volti a verificare l’idoneità allo svolgimento di lavoro notturno e ad accertare l’assenza di controindicazioni in riferimento alle specifiche mansioni a cui è adibito il lavoratore. In caso di inidoneità sopraggiunta risultante a seguito di un accertamento medico, il datore di lavoro dovrà provvedere ad adibire il suo dipendente al lavoro diurno.

Il lavoro notturno, ricordiamo, è considerato lavoro usurante, pertanto i soggetti che lo svolgono, in presenza dei requisiti previsti dalla normativa di riferimento, hanno diritto alla pensione anticipata.

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