Lavoro irregolare, ecco il risultato delle indagini

di Alba D'Alberto Commenta

Su oltre 103mila aziende ispezionate sono stati riscontrati illeciti nel 61% degli accertamenti già definiti. L’esito dei controlli evidenzia anche che i dati di oggi sono più significativi di quelli raccolti nei primi trimestri dell’anno precedente. Nel periodo considerato il personale ispettivo ha effettuato 103.348 accessi nelle aziende italiane, cui vanno aggiunti 5104 accertamenti riguarda la Cassa integrazione straordinaria, la Cassa integrazione in deroga e i Contratti di solidarietà e i patronati. Ecco i risultati più importanti riportati dall’Adnkronos:

Gli accertamenti ispettivi già definiti al 22 settembre, 94.025, hanno portato alla contestazione di illeciti nei confronti di 57.307 aziende con un tasso di irregolarità complessivo pari a circa il 61%, a fronte del 59,51% registrato nei primi tre trimestri dello scorso anno, con un aumento di circa 1,5 punti percentuali. L’alto tasso di irregolarità riscontrato tra le aziende ispezionate conferma il continuo miglioramento della delicata fase di pianificazione dell’azione ispettiva, orientata in senso “qualitativo” in quanto mirata ad obiettivi preventivamente e accuratamente selezionati e caratterizzati da fenomeni patologici particolarmente rilevanti ai fini ispettivi.

Nello specifico, in occasione dei controlli sono stati trovati 30.416 lavoratori occupati “in nero” dato in aumento di circa l’8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sono stati inoltre adottati provvedimenti di sospensione dell’attività nei confronti di 5.483 aziende a causa dell’impiego di personale non dichiarato in misura pari o superiore al 20% di quello presente al momento della visita ispettiva, con una leggera contrazione rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno (n. 5.658 sospensioni adottate).

Come spiega l’agenzia stampa alla luce dei dati diffusi,  nonostante le misure pensate per le famiglie italiane, ci sono moltissime violazioni dei diritti delle donne. Si parla infatti di violazioni in materia di:

  • tutela delle lavoratrici madri e pari opportunità uomo donna (598), dato in flessione rispetto a quello rilevato al 30 settembre 2015 (789);
  • orario di lavoro (9.478), con un consistente aumento (circa +45%), rispetto ai primi tre trimestri dell’anno 2015;
  • salute e sicurezza sul lavoro (19.990 illeciti di natura prevenzionistica, dato sostanzialmente in linea con le irregolarità registrate al 30 settembre dell’anno precedente).

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