La riforma del lavoro impedisce di avviare nuovi contratti di lavoro

di Vito Verna Commenta

Il 90% dei consulenti del lavoro italiani, infatti, avrebbe dichiarato che la riforma del lavoro sarebbe così rigida e, per certi versi, così costosa dal punto di vista del datore di lavoro e dell'imprenditore, da aver sino ad oggi letteralmente impedito la nascita di nuovi posti di lavoro.

La riforma del lavoro impedisce di avviare nuovi contratti di lavoro

A poco più di un mese dalla definitiva entrata in vigore della riforma del mercato del lavoro del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero l’Unione Europea si dice fiduciosa del fatto che tale manovra riuscirà a produrre, già a partire dai prossimi mesi, gli effetti sperati, desiderati e pronosticati dal Governo Monti.

LAVORATORI PRECOCI ED ESODATI RIFORMA DELLE PENSIONI

La realtà, però, sarebbe ben diversa e vedrebbe l’intera categoria dei consulenti del lavoro bocciare compatta l’intera riforma del mercato del lavoro grazie ad un’approfondita indagine che la Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro avrebbe condotto, ad un mese esatto dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della riforma Fornero, intervistando la maggior parte dei consulenti del lavoro italiani.

CONTI CORRENTI SENZA SPESE PER PENSIONATI

Questi ultimi, interrogati sugli effetti della riforma Fornero, avrebbero dichiarato che gli effetti benefici promossi dal Ministero del Lavoro e dal Consiglio dei Ministri non solo stenterebbero ancora a manifestarsi bensì anche, e soprattutto, che potrebbero addirittura non manifestarsi affatto.

RIFORMA DEL WELFARE DEL GOVERNO MONTI

Il 90% dei consulenti del lavoro italiani, infatti, avrebbe dichiarato che la riforma del lavoro sarebbe così rigida e, per certi versi, così costosa dal punto di vista del datore di lavoro e dell’imprenditore, da aver sino ad oggi letteralmente impedito la nascita di nuovi posti di lavoro.

Addirittura, stando a quanto dichiarato, sulla base delle proprie stime e delle proprie esperienze personali, dal 93% dei consulenti del lavoro italiani, la riforma Fornero avrebbe impedito, nel periodo di tempo compreso tra mercoledì 18 luglio 2012 e sabato 18 agosto 2012, l’avvio di almeno 50 nuovi contratti a progetto.

Per non parlare, poi, dei contratti di lavoro intermittente (solamente il 3% dei consulenti del lavoro italiani si sarebbe detto certo che, al termine del periodo transitorio, il preesistente contratto sarebbe stato successivamente trasformato in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato) e della tanto decantata flessibilità in uscita, la quale avrà un qualche tipo di valore, se correttamente applicata dalle più grandi industrie del Paese, solamente per il 23% dei consulenti del lavoro italiani.

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