La Perugina offre lavoro ai figli dei dipendenti

di Vito Verna Commenta

La Nestlè avrebbe in sostanza chiesto, a chiunque abbia un lavoro a tempo pieno ed indeterminato, di ridurre il proprio orario di lavoro da 40 a 30 ore settimanali.v

La Perugina offre lavoro ai figli dei dipendenti

Ha davvero fatto molto discutere negli ultimi giorni, tanto da scatenare la più dura reazione sindacala, la soluzione, a dire il vero scandalosa (ma solamente per lungimiranza ed intelligenza), che la Perugina avrebbe proposto a tutti i propri dipendenti, assunti a tempo pieno ed indeterminato, non solamente per cercare di uscire dalla crisi, mantenendo, se non addirittura aumentando, l’attuale produttività, bensì anche, e soprattutto, per favorire quelle particolari forme di flessibilità in entrata ed in uscita che il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero vorrebbe diventasse il caposaldo del nuovo mercato del lavoro italiano.

NOVITA’ CONTRATTI A PROGETTO DOPO LA RIFORMA DEL LAVORO

La Nestlè, multinazionale svizzera della quale la Perugina fa ormai parte da moltissimo tempo tempo, avrebbe in sostanza chiesto, a chiunque abbia un lavoro a tempo pieno ed indeterminato, di ridurre il proprio orario di lavoro da 40 a 30 ore settimanali. In cambio, nel caso in cui quest’ultimi, ovviamente, accettino ed abbiamo i requisiti per accettare la proposta, la Nestlè si impegnerebbe ad assumere, a tempo pieno ed indeterminato, uno dei loro figlio o una delle loro figlie.

CONTRATTO DI LAVORO A PROGETTO PRE-RIFORMA

Le due generazioni presenti in questo modo in azienda, dunque, non solo non si intralcerebbero, giacché entrambe, in questo modo, avrebbero l’incredibile opportunità di lavorare. contemporaneamente, a tempo pieno ed indeterminato, bensì sarebbero altresì in grado di percepire una retribuzione di tutto rispetto, equivalente, in entrambi i casi, addirittura al 75% dello stipendio pieno, nonché, naturalmente, ferie, malattie e contributi.

NUOVI CONTRATTI DI LAVORO AGEVOLATI

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