Job-sharing: il lavoro ripartito

di Giuseppe Commenta

uno dei meno noti e più anomali è certamente il lavoro ripartito, definito più comunemente job-sharing..

job sharing

Fra i tanti contratti introdotti nel nostro ordinamento dalla controversa e celeberrima legge-Biagi, uno dei meno noti e più anomali è certamente il lavoro ripartito, definito più comunemente job-sharing, secondo la dizione anglosassone. In effetti, è una tipologia di contratto di lavoro subordinato che è nata anni addietro negli Stati Uniti, e solo in tempi molto recenti si è cercato di introdurla in Europa.

Per il momento, comunque, non sembra avere avuto grande diffusione, forse anche per la sua scarsa notorietà; e tuttavia, in condizioni particolari potrebbe essere una soluzione ottima per i lavoratori, soprattutto quando hanno anche una seconda attività (di lavoro o di studio).

In pratica, si ha a che fare con un contratto di lavoro subordinato che nelle sue caratteristiche generali (diritti e obblighi reciproci, stipulazione ed estinzione, orario, ferie ecc.) non si discosta in alcun modo dalla tipologia ordinaria. La differenza consiste nel fatto che, a fonte di un unico datore, avremo due o più lavoratori.


In pratica, l’obbligazione lavorativa rimane unica, e saranno i lavoratori a decidere in totale autonomia come ripartirla fra loro, nonché come ripartire la retribuzione e gli altri diritti.
È da ricordare che comunque il datore di lavoro può pretendere da ognuno dei dipendenti l’adempimento dell’intera prestazione: i lavoratori rispondono infatti in maniera illimitata e solidale di fronte alla controparte.


Il contratto di lavoro ripartito deve essere redatto in forma scritta, a pena di nullità.
Qualora il rapporto lavorativo nei confronti del singolo dipendente venga meno per qualunque motivo (dimissioni, licenziamento, morte ecc.), si estingue l’intero contratto. È tuttavia consentito, ovviamente, che il dipendente rimasto possa assumere in capo a sé l’intera obbligazione lavorativa (e i relativi diritti), trasformando di fatto il job-sharing in un contratto di lavoro ordinario.

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