ISFOL: punto sull’occupazione in Italia

di Giuseppe Commenta

Sergio Trevisanato, presidente dell’ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori)..

Sergio Trevisanato, presidente dell’ISFOL (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori), ha illustrato alla Camera dei Deputati gli sconfortanti risultati dell’analisi sull’occupazione in Italia condotta dall’ente nel 2008.

Il quadro presenta molti punti che generano sconforto. La situazione è molto grave soprattutto per quello che riguarda le Regioni meridionali: si calcola che siano quasi un milione e mezzo i lavoratori in nero, includendo sia quelli del tutto privi del contratto di lavoro (tre su quattro) che quelli che un contratto l’hanno stipulato ma è come se non esistesse, in quanto orari e retribuzione sono ben lontani dall’essere rispettati.

Nel Sud, il tasso di disoccupazione si aggira intorno all’11%, contro il 6% del Nord, ma le punte sono in realtà ben più elevate se consideriamo le persone senza un’elevata qualificazione professionale, e soprattutto i giovani e le donne (oltre il 50% delle donne meridionali non lavora).


Negli ultimi anni si è generato inoltre un fenomeno nuovo e preoccupante, quello dello scoraggiamento, che spinge ben 8,1 disoccupati su cento a rinunciare definitivamente a cercarsi un lavoro, per le troppe difficoltà descritte.

Per combattere questi fenomeni, Trevisanato suggerisce di seguire due strade: elevare il livello medio degli stipendi e ridurre le possibilità per i datori di lavoro di ricorrere al precariato.


In compenso, il livello complessivo di disoccupazione nel nostro Paese continua a diminuire anno dopo anno. Oggi gli occupati sono oltre ventitré milioni di persone, cifra record dal 1992. Il rovescio della medaglia è dato dal fatto che i nuovi occupati sono frequentemente assunti con contratti a termine o part-time.
Per il futuro, l’ISFOL prevede un’ulteriore crescita dell’occupazione (1.200.000 nuovi posti nei prossimi cinque anni), a favore soprattutto degli italiani con elevate qualifiche professionali e degli immigrati.

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