Infortunio del lavoratore con concorso di colpa

di Stefania Russo 1

In materia di sicurezza sul lavoro è arrivata dalla Corte di Cassazione una sentenza che ribadisce ancora una volta la non esclusione della responsabilità...

In materia di sicurezza sul lavoro è arrivata dalla Corte di Cassazione una sentenza che ribadisce ancora una volta la non esclusione della responsabilità del datore di lavoro in caso di infortunio del lavoratore anche se questo è stato in parte causato dalla negligenza o imperizia di quest’ultimo.

La sentenza è la n.14997 del 7 luglio 2011, con la quale la Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato da un lavoratore nei confronti della sentenza con la quale la Corte d’appello aveva respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata nei confronti del datore di lavoro.


La Corte d’appello aveva motivato la sua decisione spiegando di non ritenere fondata la richiesta di risarcimento avanzata dal lavoratore in quanto la caduta dalla pensilina era frutto di una sua imprevedibile iniziativa e che quindi andava ad escludere la responsabilità del datore di lavoro.

La Corte di Cassazione ha invece affermato che la Corte d’appello nel pronunciare la sua sentenza non ha tenuto conto del contesto in cui si era verificato l’infortunio, in quanto un attento esame delle circostanze avrebbe evidenziato la prevedibilità della deviazione del lavoratore dai compiti specificatamente assegnatigli e quindi, di conseguenza, il mancato adempimento del dovere di vigilanza gravante sul datore di lavoro in merito all’osservanza dei compiti impartiti.

La Suprema Corte, infine, ha precisato che la condotta del lavoratore può determinare l’esonero totale dell’imprenditore da ogni responsabilità solo quando presenta i caratteri di abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto alla mansione svolta e alle direttive ricevute, così da configurarsi come causa esclusiva dell’evento.

Commenti (1)

  1. Durante la mia esperienza amministrativa ho, purtroppo, avuto un grave lutto a causa della morte di un mio dipendente. Come L.R. dovrò difendermi dall’accusa di omicidio colposo. E’ giusto che io debba essere ritenuto responsabile pur non avendo impartito alcun ordine per un lavoro che non rientrava nelle mansioni della vittima e che,peraltro, non rientrava nelle attività della ditta. In breve il dipendente, a mia insaputa, è salito sul tetto del capannone (sprovvisto di accessi diretti ed indiretti) con l’uso di uno scaletto a pioli per fotografare i danni causati dalla grandine (la vittima era un capo-squadra e aveva dato egli stesso ordini ad un subalterno di accompagnarlo). Scopro dalla documentazione ASL e Carabinieri che era salito anche per evidenziare il danno a fini assicurativi. Giuro su quanto di più caro che non sapevo nulla e non ho dato ordini di questo tipo. Come posso difendere la mia posizione davanti ad un giudice? Grazie e spero nella giustizia terrena

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