Il Governo Monti boccia il ddl Pensioni

di Vito Verna Commenta

Il ddl Pensioni, dunque, non solamente potrebbe compromettere il drastico intervento sulle pensioni del Governo Monti bensì anche, e soprattutto, gli interventi dei precedenti esecutivi vanificando anni di riforme, proposte e provvedimenti.

Il Governo Monti boccia il ddl Pensioni

Il ddl Pensioni, ovverosia la proposta di legge finalizzata a modificare la riforma delle pensioni del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero riducendo l’età pensionabile, con l’evidente scopo di consentire l’accesso alla pensione ad una più vasta platea di interessati al contempo riducendo il numero degli esodati (per i quali, purtroppo, ancora non sarebbe stata individuata una soluzione definitiva), sarebbe stata bocciata dalla Ragioneria di Stato.

RIFORMA DEL WELFARE DEL GOVERNO MONTI

Quest’ultima., nella giornata di ieri, martedì 9 ottobre 2012, avrebbe depositato in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati una precisa e ben delineata relazione tecnica che riporterebbe: ” Il ddl all’esame dell’Aula abbassa significativamente  l’età media di accesso al pensionamento,  determina oneri di rilevante  entità compromettendo gli effetti della  riforma e dei precedenti  interventi in materia”.

CONTI CORRENTI SENZA SPESE PER PENSIONATI

Il ddl Pensioni, dunque, non solamente potrebbe compromettere il drastico intervento sulle pensioni del Governo Monti bensì anche, e soprattutto, gli interventi dei precedenti esecutivi vanificando anni di riforme, proposte e provvedimenti.

LAVORATORI PRECOCI ED ESODATI RIFORMA DELLE PENSIONI

Inoltre, affinché il ddl Pensioni possa venir approvato così come presentato dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, sarebbero necessari non meno di 22 miliardi di euro (5 dei quali verrebbero utilizzati per salvaguardare i nuovi esodati e 17 dei quali servirebbero per applicare il su indicato ddl Pensioni ed abbassare l’età pensionabile a 58 anni con 35 anni di contributi).

Una cifra, secondo la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, la Ragioneria di Stato ed il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che per mezzo del Ministro Fornero avrebbe inviato alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati una precisa e specifica lettera sull’argomento, che non sarebbe attualmente possibile né reperire né mettere a disposizione dell’attuazione del su indicato provvedimento.

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