Il decreto Esodati non è stato pubblicato in GU

di Vito Verna Commenta

Purtroppo, come comunicato in queste ore dai più importanti quotidiani locali, nazionali, online e cartacei, chiunque abbia fatto questa scommessa potrebbe essere oggi destinato a perderla giacché la tragica vicenda di cui sopra potrebbe essersi già conclusa nel peggiore dei modi.

Il decreto Esodati non è stato pubblicato in GU

Sino a pochissimi giorni fa moltissimi di noi sarebbero stati pronti a scommettere che la vicenda degli esodati, tagliati fuori da qualsiasi fonte di guadagno dalle riforma delle pensioni del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero che, in sostanza, avrebbe loro impedito sia di tornare a lavorare presso la propria azienda sia di andare anticipatamente in pensione (a causa dei nuovi termini pensionistici stabiliti proprio dalla su indicata riforma) non si sarebbe potuta concludere né facilmente né velocemente.

RIFORMA DEL WELFARE DEL GOVERNO MONTI

Purtroppo, come comunicato in queste ore dai più importanti quotidiani locali, nazionali, online e cartacei, chiunque abbia fatto questa scommessa potrebbe essere oggi destinato a perderla giacché la tragica vicenda di cui sopra potrebbe essersi già conclusa nel peggiore dei modi.

CONTI CORRENTI SENZA SPESE PER PENSIONATI

Stando a quanto chiunque avrebbe potuto appurare semplicemente sfogliando o consultando la Gazzetta Ufficiale, infatti, il decreto Esodati, quello che avrebbe dovuto stanziare le risorse necessarie al salvataggio di ben 65.000 esodati e del quale il decreto Milleproroghe avrebbe disposto e previsto la pubblicazione in GU entro e non oltre sabato 30 giugno 2012, sarebbe letteralmente scomparso e, ancora oggi, non si avrebbe la benché minima notizia del su indicato decreto.

LAVORATORI PRECOCI ED ESODATI RIFORMA DELLE PENSIONI

Sebbene il decreto Esodati, infatti, dovrebbe essere in mano alla Corte dei Conti per le necessarie verifiche di legittimità, quest’ultima avrebbe in questi giorni dichiarato di aver rinvenuto diverse irregolarità nella stesura del decreto stesso che, dunque, sarebbe stato direttamente spedito al mittente affinché possano venir effettuate le adeguate ed opportune modifiche.

Peccato, però, che il responsabili del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali continuino a dichiarare, senza per’altro darne definitiva conferma, di aver già inviato il testo definitivo, all’inizio di giugno 2012, al Ministero dell’Economia e delle Finanze che, dunque, dovrebbe attualmente essere l’unico responsabile della conservazione e della custodia del testo definitivo del provvedimento che, come anticipato, sarebbe letteralmente svanito nel nulla.

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