I mestieri che non soffrono la crisi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Un’inchiesta del famoso periodico statunitense “Newsweek” ha messo in luce quali siano i mestieri che più probabilmente nei prossimi dieci anni non correranno il rischio di entrare in crisi..

Un’inchiesta del famoso periodico statunitense “Newsweek” ha messo in luce quali siano i mestieri che più probabilmente nei prossimi dieci anni non correranno il rischio di entrare in crisi o addirittura di venire superati dai tempi.
Dalla nostra società sono ormai scomparsi da tempo i maniscalchi e gli spazzacamini, e certamente altri lavori che oggi vediamo come comuni forse domani non esisteranno più. Secondo Newsweek, però, c’è almeno una dozzina di mestieri che resteranno per molto tempo ancora al riparo da ogni difficoltà.


Al primo posto troviamo geriatri, badanti e infermieri a domicilio: in una società dove l’età media tende a salire senza sosta, non saranno certo i professionisti della tutela agli anziani a soffrire la mancanza di clienti.
Al secondo posto troviamo il comparto della bioingegneria, oggi appena agli inizi e in futuro destinata ad un boom: protesi avanzatissime e organi bionici cesseranno di far parte della fantascienza ed entreranno nella vita comune.
Ma la tecnologia la farà da padrone anche in altri ambiti, come quella delle energie pulite, per la fortuna di venditori e installatori di pannelli solari, senza scordare poi le telecomunicazioni.
Né rischiano la crisi i centralinisti dei call-center o i commessi, già oggi diffusissimi e tuttavia indispensabili per piccole e grandi imprese, o gli operatori del tempo libero: ristoratori, albergatori e gestori di impianti sportivi.


Una fetta sempre più ampia della popolazione mondiale, infatti, potrà infine godersi la vita e accedere alle (prima proibitive) strutture del benessere; e, non a caso, anche i cuochi resteranno a lungo sulla cresta dell’onda, così come estetisti e parrucchieri, inclusi quelli che sono specializzati non in persone bensì in cani.
Infine, è perfino superfluo ricordare che, per ovvi motivi, non avrà mai crisi il settore delle pompe funebri.

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