Formazione per i cassintegrati

di Giuseppe Aymerich Commenta

Con gli ultimi chiarimenti forniti da apposite circolari emanate da INPS e INAIL..

Con gli ultimi chiarimenti forniti da apposite circolari emanate da INPS e INAIL, sono stati posti gli ultimi tasselli sulle attività di formazione per i lavoratori ammessi alla cassa integrazione salari.
La disposizione era stata emanata, nel quadro delle normative anticrisi, nell’estate del 2009.

In quell’occasione si stabilì la possibilità riconosciuta ai cassintegrati di frequentare appositi corsi di formazione, organizzati dal datore di lavoro, da svolgersi nei periodi di sospensione dall’attività lavorativa; per coloro per i quali l’attività è stata ridimensionata divenendo, di fatto, un part-time, la formazione può essere erogata nelle ore rimanenti.


In sostanza, si è voluto perseguire vari risultati: l’azienda può tenere comunque aggiornati tutti i lavoratori, inclusi quelli momentaneamente espulsi dai processi lavorativi, mentre il lavoratore, oltre a mantenere elevata la propria professionalità, si vede riconosciuto un premio (a carico del datore di lavoro) pari alla differenza fra la propria normale retribuzione e il trattamento di integrazione salariale, in pratica portando così a casa una busta-paga pari a quella percepita prima della crisi.

Per favorire il più possibile il ricorso a questi strumenti formativi, si è stabilito che essi sono applicabili a qualsiasi genere di cassa integrazione guadagni: sia le tradizionali casse “ordinaria” e “straordinaria”, sia le forme in deroga introdotte dalle medesime norme anticrisi del 2009.


La costituzione di questi strumenti formativi deve derivare da accordi collettivi con le rappresentanze dei lavoratori, nei quali si determina anche il contenuto dei corsi e le modalità di svolgimento. Nei casi di cassa integrazione in deroga, l’accordo deve essere sottoscritto anche dalla Regione o ente locale che ha autorizzato il trattamento.
Va precisato che la legge non pone vincoli né sui contenuti né sui requisiti dei formatori.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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