Fondo di solidarietà esodati del settore bancario

di Stefania Russo Commenta

La crisi economica ha spinto diverse aziende ad attuare una riduzione dei costi che nella maggior parte dei casi si è tradotta in...

La crisi economica ha spinto diverse aziende ad attuare una riduzione dei costi che nella maggior parte dei casi si è tradotta in un netto taglio del numero dei dipendenti. Non sono riuscite a sottrarsi a questa mossa “obbligata” neanche le banche, che si sono viste costrette ad attuare esuberi che in alcuni casi hanno interessato un numero consistente di lavoratori.

Per fronteggiare tale situazione e fornire un sostegno a coloro che si sono ritrovati senza un posto di lavoro, è stata modificata la disciplina dell’accesso al cosiddetto Fondo di solidarietà per il settore del credito, ridenominato “Fondo di solidarietà per la riconversione e per la riqualificazione professionale, per il sostegno dell’occupazione e del reddito del personale del credito”.


La nuova disciplina interessa in particolar modo coloro che sono stati licenziati e che in un periodo massimo di 60 mesi dalla data di cessazione del servizio maturino i requisiti per accedere alla pensione sulla base della normativa in vigore prima della riforma Fornero.

In virtù della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento che modifica il decreto n. 158 del 2000, infatti, per un periodo massimo di 60 mesi e su richiesta del datore di lavoro, tale Fondo provvederà ad erogare un assegno straordinario a favore dei lavoratori del settore bancario prossimi alla pensione.

Oltre a questa apposita modifica, che tutela in particola modo gli esodati del comparto bancario, attraverso la spending review il governo ha tutelato altri 55.000 esodati, che potranno quindi accedere alla pensione sulla base dei requisiti previsti prima dell’entrata in vigore della riforma Fornero.

Rispondi