Durata massima contratto a termine

di Stefania Russo Commenta

Sono sempre di più i datori di lavoro che ricorrono a contratti di lavoro a termine. A disciplinare questa tipologia di contratti di lavoro è il decreto legislativo..

Sono sempre di più i datori di lavoro che ricorrono a contratti di lavoro a termine. A disciplinare questa tipologia di contratti di lavoro è il decreto legislativo n.368 del 2001, il quale stabilisce che l’imprenditore può ricorrere ad un contratto di lavoro a termine qualora sussistano ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo.

E’ possibile ricorrere ad un contratto a termine, dunque, nel caso in cui occorre far fronte ad un temporaneo aumento della produttivà, nel caso in cui occorre sostituire temporaneamente del personale assente, quando occorre utilizzare delle professionalità non presenti in azienda, ecc.


Al datore di lavoro spetta, in caso di controversia, l’onere di provare le ragioni che hanno portato all’assunzione del lavoratore mediante un contratto a termine anzichè mediante un contratto a tempo indeterminato.

La legge n.247 del 2007, tuttavia, onde evitare il ricorso spropositato ai contratti di lavoro a tempo determinato, ha stabilito che ciascun lavoratore non può essere impiegato presso la stessa azienda con uno o più contratti di lavoro a termine per un periodo superiore ai 36 mesi, ovvero non superiore a tre anni.

Nonostante questo può capitare che un lavoratore rimanga impiegato presso la stessa azienda con un contratto di lavoro a termine per più di tre anni. Questo accade qualora il contratto a termine ha una durata iniziale inferiore ai tre anni e quando, alla scadenza di questo, il datore di lavoro riassume il lavoratore con un nuovo contratto a termine, un’ipotesi consentita in quanto la permanenza del lavoratore presso la stessa azienda con un contratto a tempo determinato è inferiore a tre anni. In questo caso, tuttavia, il rinnovo è possibile purchè tra un contratto e l’altro siano trascorsi almeno dieci giorni, se il contratto successivo non supera i sei mesi, o venti giorni nel caso in cui il contratto successivo è più lungo.

Se non vengono rispettati i suddetti termini tra un contratto a tempo determinato e l’altro, il contratto di lavoro può essere trasformato a tempo indeterminato dal giudice.

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