Disoccupazione in crescita a luglio

di Giuseppe Aymerich Commenta

La grande crisi ha prodotto effetti non solo in termini di riduzione della produzione e di difficoltà di tenuta dei conti pubblici, ma anche nel già difficile campo dell’occupazione..

La grande crisi ha prodotto effetti non solo in termini di riduzione della produzione e di difficoltà di tenuta dei conti pubblici, ma anche nel già difficile campo dell’occupazione.

In effetti, se qua e là si colgono segnali sempre più frequenti di una, sia pur cauta, ripresa delle aziende, dal punto di vista degli occupati l’Italia resta in una situazione pesante.


Secondo i dati diffusi dall’Istat, nel mese di luglio 2010 il tasso complessivo di disoccupazione si è attestato all’8,4%, e cioè 0,1% in più del mese precedente e 0,7% in più rispetto ad un anno prima.
Gli occupati, infatti, sono scesi a meno di 22,9 milioni, mentre le persone in cerca di occupazione hanno sfondato quota 2,1 milioni. Il dato, ovviamente, non tiene conto del lavoro nero, che in effetti ha un’incidenza molto elevata soprattutto nel Meridione.

Nelle variazioni congiunturali, sembrano rimetterci di più gli uomini rispetto alle donne; è anche vero, d’altronde, che gli occupati sono ad un livello superiore rispetto alle occupate e quindi è fisiologico che, in tempi di vacche magre, siano più numerosi gli uomini che perdono il posto rispetto alle donne.
I dati più preoccupanti, comunque, investono i giovani sotto i ventisei anni: in questo caso, il tasso di disoccupazione schizza al 26,8%, fino ad aggirarsi intorno al 50% nel Mezzogiorno.


Nonostante tutto, comunque, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, si rivela ottimista. L’Italia, a detta del ministro, si trova comunque in una situazione migliore rispetto alla media europea (il tasso complessivo di disoccupazione in ambito UE non scende mai sotto al 10%), e d’altronde fra i Ventisette soltanto Austria, Germania e Malta hanno visto incrementare negli ultimi tempi il numero degli occupati.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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