Dimissioni per giusta causa per problemi di salute

di Vito Verna 9

Eppure un caso come questo rappresenterebbe un esempio tipico di dimissioni per giusta causa che potrebbero venir rassegnate dal lavoratore dipendente in qualsiasi momento senza alcun timore.

Dimissioni per giusta causa per problemi di salute

Molti lavoratori, a causa delle pesanti condizioni contrattuali che, volenti o nolenti, si sarebbero trovati costretti ad accettare pur di avere un qualsiasi lavoro, vivrebbero una condizione di disagio, se non addirittura di fortissimo stress, a causa del reale sfruttamento che subirebbero sul luogo di lavoro.

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Le cronache, a dire il vero sempre più frequentemente, racconterebbero di lavoratori costretti a mettersi in malattia, anche per diversi mesi, proprio a causa dello stress da lavoro che, finalmente, starebbe cominciando a ricevere il giusto riconoscimento sia in ambito medico che, soprattutto, in ambito lavorativo e giuridico.

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Molti di questi lavoratori, proprio a causa di questa condizione nonché della paura che il rientro sul luogo di lavoro scatenerebbe in loro, desidererebbero licenziarsi, seduta stante, così da riordinare la propria vita e, magari, ricominciare presso qualche differente azienda.

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Molti, purtroppo, non lo farebbero e, nonostante tutto, continuerebbero a vivere questa difficilissima situazione di disagio che, alla lunga, potrebbe irrimediabilmente danneggiare sia il lavoratore che il datore di lavoro a causa della sempre più scarsa produttività dimostrata dal dipendente malato.

Il problema, in un caso come questo, sarebbe rappresentato dalle ripercussione che un simile scelta potrebbe comportare poiché, nel caso in cui non avverrebbe nel migliore dei modi possibile, gli effetti negativi dell’ardua decisione potrebbero rivoltarsi contro il lavoratore stesso.

Eppure, come ormai da diverso tempo avrebbero appurato i giuslavoristi italiani di più chiara fama, un caso come questo rappresenterebbe un esempio tipico di dimissioni per giusta causa che, grazie alla consulenza di un legale (esclusivamente per le situazioni maggiormente complesse) ed alla certificazione medica del proprio stato di infermità (causato, appunto, da un eccessivo stress da lavoro), potrebbero venir rassegnate dal lavoratore dipendente in qualsiasi momento senza alcun timore.

Commenti (9)

  1. Io non ce l’ho fatta e mi sono licenziata!!!!!!! Sono arrivata ahimè a un punto in cui la cosa migliore era scappare. Ho dovuto dare le dimissioni e farmele passare per buone. Ho perso tutto ma almeno mi sono levata da un covo di corvi!!!!!!! Non lo auguro a nessuno

  2. lunedi dovro dare le dimissioni, obbligato perche mi mandano a lavorare 300 km da casa a spese mie appartamento vitti viaggio, mi hanno assunto come lavoratore disabile al 67% con ridotte funzionalita fisiche, invece adesso mi ritrovo dopo che mi hanno fatto fare i lavori piu pesanti ( fare impasti di cemento scaricare decine di furgoni carichi di blocchetti ecc.. ad essere peggiorato nei problemi fisici e mentali e nessuno riesce a spiegarmi cosa devo dare? daro le dimissioni e mi ritrovero a 54 anni in rovina scusate se e poco. grazie buon giorno i miei saranno proprio neri
    non so se avro il coraggio per continuare questa sofferenza enorme che nessuno sembra capisca.

  3. e’ davvero brutta la sensazione di ansia e le palpitazioni che puntualmente arriva al mattino, quando ti svegli per andare a lavoro

  4. E’ vergognoso come riescono a ridurti le vessazioni psicologiche causate da persone frustrate per motivi di invidia e cattiveria, gli ultimi 2 anni di 8 passati in una azienda mi avevano causato un forte esaurimento nervoso con addirittura l’intervento dell’ ambulanza per un attacco di panico non riuscivo piu’ a respirare è stato orribile.
    Ora non lavoro più in quel posto disgustoso a contatto con persone disgustose che formano gruppo per eliminare chi sicuramente vale più di loro. Un abbraccio di solidarietà a tutti

  5. Io lo sto vivendo adesso e nn so cosa fare. Ho 25 anni e la moglie del mio datore di lavoro mi sta rendendo la vita difficile…credo che alla mia etá sia davvero troppo trovarsi in qst situazion…come vi ho scritto nn so che fare ho un contratto part time e lavoro tutti i giorni domeniche comprese…nn ci sono natali, capodanni, ferie se e quando te le prendi brontolanopure…mah grazie x lo ssfogo

  6. Credo che le coop.siano da debbellare ti fanno lavorare nelle condizioni piu estreme e non puoi dire niente perche’ rischi il posto di lavoro se cosi’ posso chiamarlo,parlo di coloro che lavorano nelle case di riposo per anziani professione( O.S.S)costretti a fare turni impossibili a volte anche 16 ore che non vengono retribuiti come straordinarie ma sono pagate come premio.nessuno fa niente per questa categoria di persone secondo me importante.il Comune,la Provincia,la Reggione ed in fine lo STATO mia MOGLIE e un’altra vittima di questo sistema.riflettete?

  7. Ciao a tutti… Vi capisco perfettamente: sono 2 anni che lavoro in un’azienda dove se fai qlc di giusto non ti dicono nulla, se i capi sbagliano la colpa è tua e se sbagli tu 6 un ignorante… senza cervello e senza memoria!!! Me l’avete portata via voi la memoria!!!
    Delle cavolate siete i primi a ricordarVi ma delle cose giuste? Siete degli infami!!!
    Pagate gli stipendi per ora… invece di prenderVi il Vs. senza pensare a chi ne ha bisogno perchè è l’unica entrata in casa!! Li odio!!! Mi fanno soffrire troppo e non ho una via d’uscita!!!

  8. ciao purtroppo ho avuto anche io una brutta esperienza lavorativa, una responsabile mi rendeva le ore lavorative un’inferno forse per antipatia forse per i propri problemi esistenziali e il datore di lavoro che stava a guardare senza prendere posizioni, la via piu’ facile.
    Ma ho detto basta alle guerre intestine! Via da quell’ambiente malsano! e ora sto bene finalmente guarita.

  9. come devo procedere per le dimissioni?

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