Diminuzione delle assunzioni nel secondo trimestre 2013

di Fabrizio Martini Commenta

Il sistema Excelsior ha stimato un drastico calo delle assunzioni nel secondo trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, nell'ordine delle 55mila unità.

lavoro assunzioni

Unioncamere e il ministero del Lavoro hanno diffuso nuovi dati inerenti le previsioni di assunzione per il secondo trimestre del 2013. Il sistema informativo Excelsior ha infatti registrato delle variazione negative tra il secondo trimestre dell’anno 2012 e quello del 2013. Il calo di assunzioni riguarderà molteplici settori, a a partire da quello dei contratti di lavoro stagionali e quindi il settore del lavoro dipendente, per passare poi ai contratti di lavoro atipici ed interinali.

 

I contratti di lavoro dipendente vedranno un calo delle assunzioni nell’ordine delle 36mila unità, mentre saranno 18.900 le mancate assunzioni nel settore dei contratti atipici ed interinali. Il Governo sta mettendo in piedi una serie di provvedimenti a sostegno dell’occupazione, come l’esenzione di tre anni di contributi per gli apprendisti e le agevolazioni fiscali per l’assunzione di colf e badanti e i dati pubblicati mostrano tutta la sofferenza che sta colpendo il nostro mercato del lavoro.

Il sistema Excelsior di Unioncamere ha quindi stimato un calo complessivo nell’ordine delle 55mila unità. I dati congiunti con le rilevazioni del ministero del Lavoro parlano di una drastica diminuzione dei contratti di lavoro in entrata, che passano dai 287mila ingressi, registrati nel secondo trimestre dello scorso anno, ai 232mila previsti per lo stesso periodo dell’anno 2013. Le difficoltà si notano analizzando il dato dei contratti di lavoro cessati, che raggiungono la somma di 196mila unità nel secondo trimestre 2013, contro i 189mila contratti cessati nell’anno 2012.

Un dato incoraggiante emerge dal saldo tra entrate e uscite dal mercato del lavoro, che resta ancora positivo, nonostante il margine si sia notevolmente ridotto. Il saldo 2012 ammontava 98mila unità, mentre il saldo 2013 ammonterà a 34mila unità. Questo significa che la entrate nel mercato del lavoro sono ancora superiori alle uscite, ma questa differenza diventa sempre più sottile.

Il calo di 55mila unità è determinato da una forte contrazione delle entrate nel settore dei servizi, seguiti da quello dell’industria. Quest’ultima ha visto un calo di 5700 unità, di cui 4500 dovute al settore dell’edilizia, quello che accusa la crisi più acuta. Il settore dei servizi ha visto calare le entrate in termini di assunzioni di 49mila unità, di cui 33600 dovute ad una flessione nel settore dei servizi alle imprese, mentre 11mila dovute al settore turistico.

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