Dettagli ASPI riforma del mercato del lavoro

di Vito Verna Commenta

Una di queste novità, sicuramente una delle più importanti e una delle più a lungo discusse su Impresa e Lavoro, sarebbe costituita dall'introduzione della cosiddetta Assicurazione Sociale Per l'Impiego che, certamente, moltissimi italiani conosceranno grazie all'acronimo, ormai diffusissimo ASPI.

Dettagli ASPI riforma del mercato del lavoro

La riforma del mercato del lavoro promossa e proposta dal Governo Monti e, in particolar modo, dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, la quale, come certamente saprete, avrebbe ricevuto negli scorsi giorni la definitiva approvazione del Parlamento della Repubblica italiana, sarebbe da considerarsi, anche e soprattutto, quale una vera e propria riforma del welfare che, come molti sicuramente sapranno, avrebbe inteso rivoluzionare, completamente e definitivamente, gli ammortizzatori sociali ai quali i lavoratori da sempre avrebbero l’opportunità di accedere nel caso in cui, purtroppo, si trovino nella spiacevole e sgradita condizione di aver perso il proprio posto di lavoro.

NOVITA’ CONTRATTI A PROGETTO DOPO LA RIFORMA DEL LAVORO

Una di queste novità, sicuramente una delle più importanti e una delle più a lungo discusse su Impresa e Lavoro, sarebbe costituita dall’introduzione della cosiddetta Assicurazione Sociale Per l’Impiego che, certamente, moltissimi italiani conosceranno grazie all’acronimo, ormai diffusissimo ASPI.

CONTRATTO DI LAVORO A PROGETTO PRE-RIFORMA

Se, però, moltissimi imprenditori avrebbero ormai ben capito che, a finanziare il nuovo strumento di ammortizzazione sociale, saranno proprio loro, a causa dell’aumento dell’1,4% delle aliquote contributive dei lavoratori dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, pochi italiani avrebbe piena coscienza e conoscenza del reale funzionamento del sussidio di disoccupazione che, alla lunga, andrà definitivamente a rimpiazzare la Cassa Integrazione.

NUOVI CONTRATTI DI LAVORO AGEVOLATI

Come agirà, dunque, l’Assicurazione Sociale per l’Impiego nei confronti dei lavoratori improvvisamente disoccupati? E, soprattutto, chi potrà, ed in quale misura, beneficiarne?

Scopritelo insieme a noi grazie alla nostra breve ed esaustiva guida al funzionamento dell’ASPI.

BENEFICIARI ASSICURAZIONE SOCIALE PER L’IMPIEGO

A beneficiare del nuovo strumento messo a disposizione dei lavoratori italiani dal Governo Monti potranno essere solamente:

– i lavoratori dipendenti (anche delle Pubblica Amministrazione ed anche con contratto di lavoro a tempo determinato)

– gli apprendisti

– i soci lavoratori di una qualsiasi cooperativa

Potranno accedere al sussidio, però, esclusivamente i lavoratori che abbiano maturato:

– almeno due anni di anzianità assicurativa

– almeno un anno di anzianità contributiva nell’arco dei due anni precedenti alla richiesta

EROGAZIONE ASSICURAZIONE SOCIALE PER L’IMPIEGO

Sino al 2016, ovverosia nel periodo di transizione, compreso tra l’inizio del 2013 e la fine del 2016, disposto dal Governo Monti, l’ASPI verrà erogata, eventualmente anche in un’unica soluzione, per un predeterminato periodo di tempo stabilito sia in base all’anzianità che in base all’anzianità contributiva del lavoratore licenziato.

A partire dal 2017, invece, l’ASPI verrà erogata per un periodo massimo di:

– 12 mesi, nel caso in cui il lavoratore abbia meno di 55 anni di età

– 18 mesi, nel caso in cui il lavoratore abbia più di 55 anni di età

IMPORTI ASSICURAZIONE SOCIALE PER L’IMPIEGO

Predeterminato sarà anche l’importo dell’ASPI che, per la propria determinazione e come si potrebbe facilmente intuire, si baserà sull’importo netto mediamente percepito dal lavoratore in busta paga.

Stanti così le cose, dunque, l’ASPI mensile percepita dal lavoratore licenziato potrà al massimo ammontare al

– 75% della retribuzione mensile nel caso in cui quest’ultima sia mediamente inferiore ai 1.180 euro

– 75% della retribuzione mensile nel caso in cui quest’ultima sia mediamente superiore ai 1.180 euro (in quest’ultimo caso, però, bisognerà aggiungere all’importo finale il 25% della differenza tra la retribuzione effettivamente percepita dal lavoratore ed il tetto massimo dei 1.180 euro stabilito dal legislatore)

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