Contratto di apprendistato pre – riforma

di Vito Verna Commenta

Colpa dell'incertezza in merito all'articolo 18 della complessità della riforma del welfare e degli ammortizzatori sociali e della rivoluzione che subiranno i contratti di lavoro subordinato

Contratto di apprendistato pre - riforma

Capire come cambieranno il mondo ed il mercato del lavoro in seguito alla riforma proposta del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero e, più in generale, dall’esecutivo del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, non è impresa facile.

NUOVI CONTRATTI DI LAVORO AGEVOLATI

Colpa, naturalmente, dell’incertezza in merito all’articolo 18, la cui abolizione / riscrittura dovrebbe garantire sia ottenere una migliore flessibilità in entrata che una maggiore flessibilità in uscita, della complessità della riforma del welfare e degli ammortizzatori sociali, per la quale, in realtà, non vi sarebbero sufficienti risorse, e della rivoluzione che subiranno i contratti di lavoro subordinato.

FAC-SIMILE CONTRATTO DI INSERIMENTO

Per fare chiarezza, e prepararci all’imminente cambiamento, cominciamo oggi una serie di articoli che cercheranno di descrivere, quanto più dettagliatamente ed esaustivamente possibile, gli attuali nonché futuri contratti di lavoro.

LIMITE NUMERO CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

CONTRATTO DI APPRENDISTATO

La nostra attenzione, come ci si potrebbe immaginare, non potrebbe che venir inizialmente catalizzata dal contratto di apprendistato il quale, nonostante sia oggi sinonimo di precarietà, dovrebbe divenire, per lo meno nelle intenzioni del Governo Monti, non solamente il più importante dei contratti professionalizzati ma anche, e soprattutto, l’unico dei contratti possibili per l’inserimento in azienda.

Attualmente, come forse qualcuno già saprà, il contratto di apprendistato, regolamentato da una specifica normativa (il d.lgs. 276 del 2003 sul diritto-dovere di istruzione e di formazione), consentirebbe al dipendente di acquisire, grazie ad una specifica ed approfondita formazione sul campo, le qualifiche maggiormente idonee nonché indiscutibilmente necessarie al proprio inserimento, stabile e verosimilmente a tempo indeterminato, in azienda.

Caratterizzato da un durata minima di 2 anni e massima di 6 il contratto di apprendistato graverebbe, quasi esclusivamente, sulle spalle del lavoratore dipendente che, accettando di sottoscrivere codesta forma contrattuale, con la promessa che i propri sforzi verranno in futuro ripagati grazie ad una più duratura e stabile attività lavorativa, implicitamente altresì accetterebbe una decurtazione del proprio stipendio nonché dei propri diritti.

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