Contratto a tempo determinato ipotesi di proroga oltre 36 mesi

di Stefania Russo Commenta

Per ricorrere ad un contratto a tempo determinato è necessario che sussistano comprovate ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo...

Per ricorrere ad un contratto a tempo determinato è necessario che sussistano comprovate ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. In altre parole, dunque, un datore di lavoro può assumere un dipendente con contratto a termine solo in determinati casi, ad esempio per sostituire una dipendente in maternità oppure per far fronte ad un temporaneo aumento della produttività.

Al fine di tutelare i lavoratori ed evitare eventuali abusi nel ricorso a questa tipologia di contratto è previsto che ciascun dipendente non possa essere impiegato presso la stessa azienda con uno o più contratti di lavoro a termine per un periodo superiore ai 36 mesi.


Esistono però delle eccezioni. L’articolo 5, comma 4-bis, del d.lgs. 368/2001 individua infatti due diversi casi in cui il limite massimo di 36 mesi di durata del contratto a tempo determinato può essere derogato. Questo può accadere, ad esempio, qualora vengano stipulati contratti collettivi a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale oppure in caso di stipula presso la direzione provinciale del lavoro competente per territorio e con l’assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale a cui il lavoratore interessato sia iscritto o conferisca apposito mandato.

Nel caso in cui il rapporto di lavoro a tempo determinato venga prorogato per un periodo superiore a 36 mesi e in assenza di specifiche deroghe secondo le procedure previste dalla legge questo potrà essere trasformato a tempo indeterminato da un giudice.

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