Nuovo CCNL dirigenti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Dopo lunghe trattative sindacali, è stato stipulato ed è entrato in vigore il nuovo contratto collettivo per i dirigenti del comparto industriale, che rimarrà operativo fino al 31 dicembre 2013..

Dopo lunghe trattative sindacali, è stato stipulato ed è entrato in vigore il nuovo contratto collettivo per i dirigenti del comparto industriale, che rimarrà operativo fino al 31 dicembre 2013. Il nuovo CCNL non prevede, in realtà, clamorose rivoluzioni bensì un rafforzamento di alcune tendenze già manifestatesi negli anni precedenti.


Per esempio, acquisisce maggiore dignità il legare una parte della retribuzione all’andamento della società, prima previsto solo per le grandi aziende e ora esteso alle PMI. Il contratto collettivo, anzi, prevede tre diverse forme tecniche di calcolo di tale quota retributiva variabile.

È stato stabilito che anche i dirigenti possono formare, tramite i sindacati, una loro rappresentanza aziendale (RSA), deputata ad incontrare almeno due volte all’anno i vertici aziendali per discutere, fra le altre cose, le politiche aziendali sulla dirigenza.

Determinato un sensibile incremento dei risarcimenti erogati in caso di morte o grave infermità del dirigente, nonché della contribuzione volontaria a favore del Fondo di assistenza sanitaria integrativa.
Ma la crisi in corso ha spinto a riconoscere che anche i dirigenti sono pur sempre dipendenti, col posto di lavoro costantemente a rischio, cosicché anche a loro viene riconosciuto l’accesso alle forme previste di sostegno alla disoccupazione, al pari di impiegati e operai.


A questo proposito, però, è richiesto che sia avvenuta la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a partire dal primo gennaio 2009, che la retribuzione annua lorda del manager non superi 110.000 o 130.000 euro (a seconda che l’anzianità sia inferiore o superiore a sei anni) e che le provvidenze non superino 120.000 o 180.000 euro (sempre secondo l’anzianità).

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