Metalmeccanici, rottura sul contratto

di Giuseppe Aymerich Commenta

Torna ad infiammarsi il tema dei rapporti sindacali nel settore metalmeccanico..

Torna ad infiammarsi il tema dei rapporti sindacali nel settore metalmeccanico, probabilmente il più “caldo” di tutti nel settore privato.

Occorre fare un passo indietro: nel 2008 fu stipulato il contratto collettivo nazionale di categoria, con validità quadriennale. Nel 2009, però, in seguito allo scoppiare della crisi globale e dei suoi deleteri effetti sulle aziende manifatturiere, l’associazione imprenditoriale di categoria, Federmeccanica, concordò e stipulò un nuovo accordo collettivo, sostitutivo del precedente.


Il nuovo accordo, accettato dalle federazioni di settore aderenti a CISL, UIL e altre sigle minori, fu però bocciato dalla FIOM, aderente alla CGIL e, di gran lunga, il sindacato col maggiore numero di aderenti. Nei confronti di operai e impiegati aderenti alla FIOM, dunque, continua tuttora ad applicarsi il CCNL del 2008.
Le differenze fra le due soluzioni si fondano su una maggiore flessibilità di orari e diritti dei lavoratori.

Com’era facile immaginare, tuttavia, era improbabile che due CCNL diversi potessero continuare a lungo a convivere; così, la Federmeccanica ha scelto la linea dura, annunciando (con parecchio anticipo) di non avere intenzione di rinnovare con i lavoratori aderenti alla FIOM il contratto del 2008, che arriverà a scadenza nel 2012.

L’obiettivo, ovviamente, è di arrivare ad applicare a tutti i lavoratori il CCNL del 2009, volenti o nolenti; e, altrettanto ovviamente, la FIOM (e la CGIL con essa) è andata su tutte le furie. Sono già annunciati scioperi e altre manifestazioni di protesta, mentre vari esponenti sindacali parlano di “strappo alle regole democratiche” e di “scelta eversiva senza precedenti”.


L’aspetto che forse risalta di più, comunque, è la profonda spaccatura del mondo sindacale. Le sigle aderenti al contratto del 2009, infatti, hanno scelto un atteggiamento neutrale, limitandosi a definire “scontata” la decisione di Federmeccanica.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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