Flessibilità dei contratti collettivi

di Giuseppe Aymerich Commenta

Esiste un importante principio della nostra legislazione riguardante i contratti collettivi: come si suol dire, dal punto di vista del..

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Esiste un importante principio della nostra legislazione riguardante i contratti collettivi: come si suol dire, dal punto di vista del dipendente essi sono flessibili verso l’alto e rigidi verso il basso, mentre per il datore di lavoro vale l’esatto contrario.

Pertanto, il contratto collettivo offre uno schema generale di diritti e doveri delle parti coinvolte nel rapporto negoziale; tuttavia, avvicinandosi dai livelli generali di contrattazione a quelli più vicini al lavoratore è consentito stabilire nuove clausole e deroghe che migliorino le condizioni contrattuali a favore del subordinato, mentre non è possibile fare altrettanto nel senso opposto, e dunque a favore del datore.


Pertanto, un contratto collettivo di settore o localizzato in una data area geografica può favorire maggiormente il lavoratore rispetto ad un contratto confederale e nazionale; un contratto fissato a livello aziendale può beneficiare i dipendenti di una certa impresa oltre i diritti riconosciuti ai livelli già indicati; infine, il contratto individuale fra il datore e il singolo dipendente può favorire quest’ultimo al di sopra di tutti gli altri livelli.


Ipotizziamo perciò che nel contratto confederale sia previsto per una certa tipologia di dipendenti uno stipendio mensile lordo pari a € 1.500; è perfettamente ammissibile che, a parità delle altre condizioni, la mensilità stabilita a livello settoriale sia pari a € 1.600, che a livello aziendale la contrattazione porti la paga a € 1.750 e che magari un dipendente particolarmente promettente sia incentivato con uno stipendio pari a € 2.000 solo per lui.

Il discorso è però molto più complesso quando, come più spesso avviene, le variazioni rispetto al contratto generale riguardano vari punti, alcuni derogati in meglio e altri in peggio per il dipendente: in questo caso, il principio esposto è rispettato se le deroghe, nel loro complesso, appaiono favorevoli al lavoratore.

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