Collaborazioni occasionali

di Giuseppe Aymerich Commenta

La legge Biagi, oltre a delineare con chiarezza i confini della collaborazione coordinata e continuativa con la nuova tipologia del..

La legge Biagi, oltre a delineare con chiarezza i confini della collaborazione coordinata e continuativa con la nuova tipologia del contratto a progetto, ha anche definito meglio un’altra fattispecie analoga e dai contorni prima indefiniti: le collaborazioni occasionali.

Per evitare facili abusi, legati al poter evitare gli adempimenti e i versamenti dovuti per l’assunzione di un dipendente, il legislatore ha stabilito delle soglie inderogabili oltre le quali non è consentito parlare di prestazioni occasionali ed è dunque indispensabile che fra committente e prestatore di lavoro si stabilisca un rapporto giuridico di altro genere.


In particolare, due sono i paletti: innanzitutto, nel corso dell’anno solare occorre che il collaboratore non presti la sua opera per più di trenta giorni; in secondo luogo, serve che il compenso lordo (sempre su base annua) non superi la soglia di cinquemila euro.

Entrambi i limiti, però, fanno riferimento al singolo committente: nulla vieta al collaboratore di prestare i suoi servizi a favore di più committenti e che quindi, nel complesso, si superi uno o entrambi i paletti descritti.


In tutti i casi, è indispensabile che le prestazioni siano davvero occasionali, e non rientrino in un’attività organizzata. L’avvocato che apre uno studio e che per il primo anno ha pochi clienti e attività ridotta è comunque un libero professionista a tutti gli effetti e non può apparire come lavoratore occasionale, anche se fossero rispettate le due soglie indicate.

È infine da notare che quando un soggetto realizza diverse prestazioni occasionali nel corso dell’anno tali da superare nel totale dei compensi percepiti la quota di cinquemila euro, è tenuto ad iscriversi presso la Gestione Separata dell’INPS, e i committenti che si rivolgeranno a lui in una fase successiva dovranno versare i relativi contributi, in parte detraendoli al compenso dello stesso lavoratore occasionale.

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