Congedo per adozione anche in caso di esito negativo

di Stefania Russo Commenta

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a seguito di un quesito posto dall'Anci, ha chiarito che è fatto salvo il riconoscimento del..

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a seguito di un quesito posto dall’ANCI, ha chiarito che è fatto salvo il riconoscimento del congedo di maternità richiesto per un’adozione internazionale anche nel caso in cui, alla fine della procedura, la pratica non abbia avuto esito positivo.

In caso di adozione internazionale, infatti, è previsto il riconoscimento del congedo di maternità (per un periodo massimo di cinque mesi) affinché la lavoratrice possa recarsi all’estero e svolgere tutte le pratiche necessarie per l’adozione, nonché familiarizzare con il minore e sbrigare tutte le procedure burocratiche che precedono l’ingresso del bambino in Italia.


A riconoscere questo diritto è l’articolo 26 del decreto n. 151/2001, modificato dall’articolo 2 della legge 244/2007, il quale stabilisce che l’ente che gestisce la procedura di adozione deve certificare il periodo di permanenza all’estero della lavoratrice, documento che deve essere allegato alla domanda di indennità presentata dalla lavoratrice all’Inps.

Nel caso in cui, dopo che la lavoratrice si è recata all’estero chiedendo il congedo di maternità e la relativa indennità, la pratica relativa all’adozione abbia esito negativo, ciò non va assolutamente ad intaccare il congedo di maternità riconosciuto in precedenza, in quanto se così non fosse la norma andrebbe evidentemente ad ostacolare il ricorso a questo tipo di adozione e quindi, di riflesso, ad intaccare la tutela dell’interesse del minore.

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