Congedo parentale a ore nel decreto salva infrazioni

di Stefania Russo Commenta

Un congedo parentale frazionato per ore e non soltanto più per mesi, settimane o giorni potrebbe essere previsto dal cosiddetto...

Un congedo parentale frazionato per ore e non soltanto più per mesi, settimane o giorni potrebbe essere previsto dal cosiddetto decreto salva infrazioni, ovvero un pacchetto di norme su cui il Consiglio dei ministri discuterà nel corso dei prossimi giorni e che dovrebbe consentire all’Italia di recepire una serie di direttive europee, scongiurando così il rischio di dover pagare multe salate.

Il congedo parentale frazionato a ore, in particolare, consentirebbe sia alla madre che al padre di lavorare per metà giornata e di stare in congedo l’altra metà.


Questa possibilità andrebbe quindi a raddoppiare i giorni di congedo concessi ai genitori per stare con i figli e allo stesso tempo consentirebbe loro di avere più entrate a fine mese, dal momento che il congedo parentale viene retribuito al 30% dello stipendio.

Qualora la bozza del decreto dovesse divenire legge introducendo anche in Italia il congedo parentale a ore, bisognerà comunque attendere l’adeguamento dei contratti collettivi nazionali. L’articolo 17 della bozza del decreto che recepisce la direttiva europea, infatti, affida alla contrattazione collettiva di settore la determinazione delle modalità di fruizione del congedo su base oraria, nonché la determinazione dei criteri di calcolo della base oraria e l’equiparazione di un determinato monte ore alla singola giornata lavorativa.

Per il resto, il congedo parentale rimarrebbe così com’è ora, quindi continuerebbe ad essere un periodo di astensione facoltativa dal lavoro che sia la madre che il padre possono prendere dopo la maternità obbligatoria della madre per un periodo non superiore a sei mesi al massimo per ciascun genitore, entro gli 8 anni di vita del bambino, per un totale comunque non superiore ai dieci mesi complessivi. I mesi possono diventare undici se il padre accetta di stare a casa almeno tre mesi consecutivi. Attualmente, ricordiamo, il congedo può essere frazionato, nel corso degli 8 anni, in periodi di giorni, settimane o mesi, sempre con l’accordo del datore di lavoro.

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