Congedo di paternità obbligatorio anche in Italia

di Stefania Russo Commenta

Il testo della riforma del lavoro presentato dal ministro del Welfare Elsa Fornero e dal premier Mario Monti prevede...

Il testo della riforma del lavoro presentato dal ministro del Welfare Elsa Fornero e dal premier Mario Monti prevede tra le varie novità l’introduzione in Italia del congedo di paternità obbligatorio, già presente in diversi paesi europei.

Secondo quanto previsto dal disegno di legge, in particolare, i lavoratori che hanno avuto un bambino sono obbligati ad astenersi dal lavoro per tre giorni, anche consecutivi, entro i cinque mesi di vita del bambino, senza subire alcuna decurtazione sullo stipendio.

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In realtà questa possibilità è già concessa a favore di alcune categorie di lavoratori dipendenti in virtù di specifiche concessioni previste da alcuni contratti collettivi nazionali. Con l’entrata in vigore della nuova legge, invece, il congedo di tre giorni diventerà obbligatorio per tutti i lavoratori dipendenti, fermo restando la possibilità di astenersi per un periodo di tre mesi dalla nascita del bambino in alcuni casi particolari, come ad esempio in caso di morte della madre o nel caso in cui questa abbandoni il neonato. Invariata anche la possibilità di di usufruire del congedo parentale facoltativo, in virtù del quale i genitori, quindi anche il padre, fino al compimento degli otto anni di vita del bambino possono astenersi dallo svolgimento dell’attività lavorativa per un periodo di tempo anche piuttosto lungo subendo però una riduzione del salario.

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Sebbene il congedo obbligatorio per i padri abbia breve durata, esso rappresenta comunque una novità importante per l’Italia. Tale congedo, ricordiamo, è pari a 3 giorni anche in Inghilterra, a 11 giorni in Francia e a 30 giorni in Svezia, mentre in Norvegia viene condiviso da entrambi i genitori e può durare fino ad un massimo di 12 mesi.

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