Confindustria e PdL contrari alla tassa sui ricchi per salvare gli esodati

di Vito Verna Commenta

Fortemente contrari al provvedimento sia i responsabili della Confederazione Generale dell'Industria Italiana che i più alti esponenti del Popolo della Libertà.

Confindustria e PdL contrari alla tassa sui ricchi per salvare gli esodati

Gli esodati italiani, ed in particolar modo tutti coloro i quali non sarebbero ancora stati adeguatamente salvaguardati poiché maturerebbero i necessari requisiti pensionistici, sulla base della normativa previgente la riforma delle pensioni del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, solamente nel biennio compreso tra l’inizio del 2013 e la fine del 2013, non potranno contare sull’aumento della tassazione nei confronti dei grandi patrimoni proposta ed approvata all’unanimità, nelle ultime settimane, dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.

COMMISSIONE LAVORO AMPLIA PLATEA ESODATI SALVAGUARDATI

Il testo licenziato dalla su indicata Commissione Lavoro verrà dunque stralciato della normativa inerente l’immediata introduzione, nell’ordinamento italiano, di una specifica tassa gravante sullo 0,36% della popolazione italiana.

GLI ESODATI 2013 – 2014 SONO 8.900

Codesta particolare tassa, equivalente al 3%, avrebbe infatti interessato, in via del tutto esclusiva, solamente i contribuenti in grado di dichiarare al Fisco più di 150.000 euro di reddito l’anno.

DETRAZIONI LEGGE DI STABILITA’ 2013

Fortemente contrari al provvedimento sia i responsabili della Confederazione Generale dell’Industria Italiana che i più alti esponenti del Popolo della Libertà.

I primi, grazie ad Aurelio Regina, già vice Presidente della Confindustria, avrebbero infatti recentemente fatto sapere che: “c’è già un’aliquota del 3% su questi redditi, aggiungerne un’altra sarebbe alquanto iniquo: quella è la fascia di popolazione che è l’unica che spende e c’è il problema di consumi interni”.

I secondi, grazie a Fabrizio Cicchito, già Capogruppo alla Camera dei Deputati del Popolo della Libertà, fanno invece sapere che: “sostenendo in generale la via dell’abbattimento del debito per diminuire una pressione fiscale insostenibile per tutti, non condividiamo il ricorso a forme di finanza straordinaria per una copertura delle risorse necessarie sul tema”.

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