Come reagire (legalmente) al mobbing

di Vito Verna Commenta

Situazione tipica di mobbing sul luogo di lavoro sarebbe quella che si verrebbe a creare qualora il lavoratore verrebbe gradualmente escluso dalla vita aziendale mediante una progressiva deprofessionalizzazione.

Come reagire (legalmente) al mobbing

Il mobbing, purtroppo sempre più soventemente diffuso nonché radicato nei più differenti ambienti lavorativi italiani, starebbe ad indicare, come certamente moltissimi di voi sicuramente sapranno, una serie di atteggiamenti e di comportamenti sociali violenti il cui unico scopo, nella definizione che lo stesso Konrad Lorenz ne avrebbe dato negli anni 60 del ‘900, sarebbe quello di isolare, e dunque allontanare definitivamente, il soggetto ritenuto più debole o più inutile dal gruppo sociale di riferimento.

LAVORI PIU’ STRESSANTI E DEPRIMENTI

Purtroppo, come molti avranno certamente sperimentato, il mobbing non si manifesterebbe con veri e propri atti di violenza, dunque di per sé ascrivibili alla categoria dei reati contro la persona e, in definitiva, perfettamente individuabili nonché condannabili, bensì tramite una sequela di azioni fortemente discriminatorie.

MOLESTIE SUL LAVORO, COME DIFENDERSI

Situazione tipica di mobbing sul luogo di lavoro sarebbe quella che si verrebbe a creare qualora il lavoratore, considerato “scomodo” per un qualsiasi motivo, verrebbe gradualmente escluso dalla vita aziendale mediante una progressiva, quanto lenta e subdola, deprofessionalizzazione che relegherebbe il lavoratore a semplice, inutile, numero dell’organigramma aziendale senza alcuna reale mansione di sorta.

LAVORO PRECARIO COME CAUSA DI STRESS

Il consiglio, in casi come questi, sarebbe quello, senza indugiare un giorno di più, di rivolgersi ad un avvocato specialista in diritto del lavoro che, al posto nostro, provvederà ad inviare una chiara e specifica lettera di chiarimenti e spiegazioni al datore di lavoro allo scopo di giungere, nel più pacifico dei modi, ad una risoluzione contrattuale, naturalmente consensuale, che sia di reciproco vantaggio.

Nel caso, improbabile, in cui codeste ragionevoli richieste vengano ignorate il lavoratore che si sentisse vittima di mobbing dovrebbe adire, sempre adeguatamente assistito dal proprio avvocato di fiducia, alle vie legali rivolgendosi al giudice del lavoro allo scopo di ottenere il risarcimento dei danni, economici nonché psicofisici, subiti a causa della propria crescente inattività lavorativa.

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